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Ex Ilva, i commissari assicurano: «Taranto, Genova e Novi Ligure non chiudono». La produzione continua, personale richiamato: cosa succede ora – Il video

14 Ottobre 2026 - 21:23 Giovanni Ruggiero
Ex Ilva, protesta operai
Gli operai in cassa integrazione saranno richiamati per dare vita al piano provvisorio dei commissari, che puntano a non fermare la produzione dei tre stabilimenti. Cosa prevede il piano delle prossime settimane per i tre impianti
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Gli stabilimenti ex Ilva di Taranto, Genova e Novi Ligure restano aperti. Lo comunicano i commissari straordinari di Adi in amministrazione straordinaria con una nota diffusa oggi 14 ottobre, dopo tre giorni di scioperi e proteste. I commissari «confermano che gli stabilimenti di Taranto e di Genova non chiudono e continuano a produrre» e che anche quello di Novi Ligure «non sarà soggetto a chiusura». Per limitare gli effetti del calo produttivo è stato attivato un piano che punta a «salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali e tutelare l’indotto». Secondo il documento, Taranto e Genova andranno avanti nei prossimi mesi con il richiamo dalla Cigs del personale necessario, mentre per Novi Ligure si lavora a una soluzione dello stesso tipo. Le brevi sospensioni tecniche tra una fase e l’altra, precisano i commissari, fanno parte di un piano di continuità e non di una cessazione dell’attività.

Cosa succede a Taranto: ordini, date e personale richiamato

A Taranto la strada passa dalla laminazione conto terzi. I commissari hanno avviato un accordo con alcune delle principali imprese siderurgiche italiane e hanno già firmato con tre società ordini per circa 365.000 tonnellate di bramme. Sono già rientrati in servizio i lavoratori degli impianti marittimi e del trasporto ferroviario. Il calendario prevede il richiamo dalla Cigs del personale di esercizio e manutenzione del Treno Nastri 2 nei primi giorni di novembre, la laminazione dal 10 novembre al 14 dicembre e la messa in sicurezza degli impianti entro il 19 dicembre. Una seconda fase è in programma dal 7 gennaio 2027 per tutto il mese. I commissari stanno lavorando per ampliare gli ordini e per chiudere intese con altri operatori, in modo da coprire l’intero primo semestre del 2027.

Genova: linee attive fino a novembre, poi una pausa di poche settimane

Anche a Genova, scrivono i commissari, lo stabilimento «non chiude e non cessa la produzione». Le linee di zincato, decapato e banda stagnata lavorano con le maestranze fino a fine novembre 2026. Nel frattempo, sul modello di Taranto, sono in corso trattative avanzate con operatori esterni per accordi commerciali, anche di laminazione conto terzi, da finalizzare entro circa dieci giorni. Le intese garantirebbero una fornitura di 35.000 tonnellate mensili di coils, di cui 25.000 per zincato e decapato e 10.000 per banda stagnata, con il richiamo del personale necessario dall’11 gennaio 2027. Tra l’esaurimento dei coils disponibili, a fine novembre, e l’avvio delle nuove lavorazioni ci sarà quindi una sospensione tecnica di alcune settimane, simile a quella prevista a Taranto durante le festività. La nota ribadisce che «non si tratta di una chiusura, né di una cessazione dell’attività» e che al termine della pausa le linee riprenderanno a produrre regolarmente.

Novi Ligure: il nodo dei coils e l’obiettivo del primo trimestre 2027

Per Novi Ligure i commissari si dicono «pienamente consapevoli delle difficoltà affrontate dai dipendenti» e confermano l’impegno a individuare soluzioni analoghe a quelle di Taranto e Genova. Il problema principale, spiegano, è la disponibilità in sito di coils con caratteristiche adatte alla laminazione. I commissari ritengono comunque che, «ragionevolmente», entro il primo trimestre del 2027 sarà possibile trovare le stesse soluzioni già individuate per gli altri due stabilimenti.

Genova, la Fiom: «Domani si va a lavorare»

Dopo tre giorni di mobilitazione, i lavoratori di Cornigliano tornano in fabbrica. Lo ha spiegato il rappresentante rsu Fiom Cgil Armando Palombo a conclusione del presidio davanti alla prefettura di Genova. «Tre giorni di lotta, tre giorni intensi», ha detto, ricordando il rischio che da metà novembre tutti fossero messi in cassa integrazione a zero ore. Quello scenario, ha spiegato, «è momentaneamente sventato», il che vuol dire «un Natale tranquillo, salvo». Palombo ha attribuito il risultato alla compattezza dei delegati e dei lavoratori e ha parlato di «scenario catastrofico firmato dalla direzione aziendale» di Genova, Racconigi, Taranto e Novi, che prevedeva la chiusura degli stabilimenti dopo il quadro giudiziario di Taranto. Su quel fronte, ha ammesso, «non possiamo farci niente», con la speranza che «la Cassazione annulli tutto».

Sul resto, ha rivendicato, «abbiamo potuto, abbiamo voluto e ci stiamo riuscendo», anche grazie alla «forzatura» dell’occupazione della prefettura, che dopo mezz’ora ha portato a una riunione nazionale tra commissari e sindacati. Ora il testo è uscito e le firme sono state messe: «ci vanno momentaneamente bene», ha detto Palombo, annunciando che il presidio sarà smontato d’accordo con Polizia Locale e forze dell’ordine e che i mezzi saranno scortati fino a Cornigliano. «Abbiamo chiesto rotoli, abbiamo chiesto lavoro e si va a lavorare».