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Da Zelensky a Mattarella: chi pensa che ci sia la Russia dietro gli scontri in piazza

20 Ottobre 2026 - 05:34 Alessandro D’Amato
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Il presidente ucraino: Mosca sfrutta il tema migratorio. Il Quirinale e gli interrogativi su cui riflettere e la violenza che esplode «da soggetti inediti». Borghi (Iv): «Lo spontaneismo ribellista c'è, ma c'è anche qualcuno che può aver avuto interesse a innescarlo o incanalarlo»
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«La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa. Anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, internet e social network. Mosca sfrutta il tema migratorio e continuerà a farlo. Usa qualsiasi argomento che possa dividere: religione, lingua, questioni di genere. Lo vediamo in Europa, negli Stati Uniti e in Ucraina». Volodymyr Zelensky solleva oggi in un’intervista al Corriere della Sera il tema dell’influenza russa nelle proteste di piazza in Francia e in Italia. Proprio quelle che potrebbero portare gli Usa a mollare l’Europa, secondo Donald Trump. Ma anche Sergio Mattarella invita a capire meglio cosa sta accadendo. E dice che la protesta solleva «interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili».

La piazza e la Russia

Un retroscena de La Stampa oggi parla proprio delle preoccupazioni del Colle. Che coglie delle anomalie, come ha detto il presidente della Repubblica a Imperia, dietro violenze «inaccettabili» e vandalismi. Per questo sollecita indirettamente prudenza prima di adottare strette ulteriori in tema di ordine pubblico, come oggi il governo si appresta a fare. Occorre, avverte Mattarella, «un’analisi intelligente e approfondita». Va elaborata, aggiunge, «un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti».

I soggetti inediti

Con chi ce l’ha l’uomo del Colle? Il quotidiano spiega che una possibile risposta arriva da fonti di alto livello del governo, del ministero della Difesa ma anche dei partiti di maggioranza e di opposizione, soprattutto del Pd. Non c’è alcun dubbio che Mattarella si riferisse a una regia russa. Per questo lancia un allarme a prestare la massima vigilanza sulle infiltrazioni straniere. Perché l’inoculazione del caos è il cuore della «guerra ibrida». Ovvero la stessa che cita Zelensky: «I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei governi. Non devono essere manipolati da campagne russe. Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli. Non i russi».

Le feste di Dugin

Un altro elemento sospetto, segnala sempre La Stampa, è l’ideologo Aleksandr Dugin che festeggia sui social i disordini e la guerriglia urbana in Francia e in Italia. E non solo. Al tavolo convocato alla prefettura di Napoli, mentre continuano i blocchi stradali contro il caro carburante partecipa il presidente Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo, nominato console onorario dalla Federazione russa. Anche se non ci sono prove che Mosca stia manovrando le comunicazioni social o addirittura infiltrando i manifestanti l’intelligence, su input del governo, stia seguendo ogni pista.

La regia dall’estero

E a parlare apertamente di una regia dall’estero dietro gli episodi di violenza è Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, senatore e componente del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. «A me colpisce il fatto che siano state scelte, come teatro delle violenze, manifestazioni organizzate dagli studenti che hanno nello spontaneismo la loro connotazione. Non è stata organizzata una guerriglia in concomitanza della manifestazione della Cgil a Roma, dove c’è sempre più controllo, piuttosto si è pensato a Milano. Qui c’era più permeabilità perché le manifestazioni studentesche non hanno quel servizio d’ordine che hanno invece le manifestazioni sindacali», spiega a Repubblica.

Borghi dice di non avere «elementi per arrivare a queste conclusioni. Constato però che Telegram e TikTok hanno svolto una funzione di detonatore, però è chiaro che dietro questa che mi pare una manifestazione di nichilismo ci sia una logica legata a tutto quello che sta avvenendo sul piano europeo. Lo spontaneismo ribellista c’è, ma c’è anche qualcuno che può aver avuto interesse a innescarlo o incanalarlo».

Il portavoce del Cremlino

Poi c’è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che dice che in Italia e in Francia ci «sono disordini che rasentano il caos»: «L’interesse della Russia è infilarsi come il sale sulle ferite di tutte le pubbliche opinioni europee per aumentare le rotture e gli scontri interni così da diminuire la coesione dei paesi che sostengono l’Ucraina. Più c’è confusione nel versante europeo e più tutto questo fa il gioco del Cremlino». Anche il fenomeno dei maranza, secondo Borghi, «non è stato sufficientemente scandagliato, approfondito e interpretato anche dal punto di vista delle cosiddette informazioni preventive. Noi continuiamo ad agire sul lato delle conseguenze senza intervenire su quello delle cause».

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