TikTok corre ai ripari dopo la guerriglia di Milano, la stretta sugli influencer e i video sui saccheggi: cosa cambia per chi ci guadagna e chi informa
Dopo gli scontri a Torino, Milano e Bologna TikTok prova a rimediare per evitare che già al prossimo weekend la piattaforma cinese sia di nuovo inondata di filmati violenti e che incitano a saccheggi e rapine. La piattaforma cinese fa sapere che «condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali». Perciò l’idea è ora quella di frenare i contenuti violenti, provando a intensificare la moderazione dei video.
La task force per frenare i video violenti: cosa farà
«Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza – spiegano in una nota i responsabili in Italia della piattaforma cinese – garantendo l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l’uso improprio della piattaforma». Per mettere in pratica questa separazione, TikTok sostiene di aver «attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio».
Quali misure prenderà la piattaforma
TikTok ha voluto comunicare che sta rimuovendo i video, sospendendo le live e bloccando gli account che violano le regole della piattaforma. «Stiamo inoltre collaborando con partner di fiducia, tra cui fact-checker indipendenti, per identificare le potenziali minacce emergenti» prosegue il comunicato. Inoltre, come misure di sicurezza TikTok ha detto di aver introdotto «il blocco dei termini di ricerca che incitano alla violenza o ad attività criminali, la disattivazione del completamento automatico per le ricerche relative alle proteste e la limitazione dei suggerimenti di ricerca». Infine, la piattaforma ha detto che sta «limitando temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico».

