Milano, allarme nuovi disordini. Salvini: «Temo mix anarchici, pro-Pal e maranza». Cosa faranno i 500 militari in strada – I video
Saranno operativi «a brevissimo» i 500 militari che il governo ha deciso di dispiegare nelle strade di Milano dopo le devastazioni e i saccheggi dello scorso finesettimana. Lo hanno chiarito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il vicepremier Matteo Salvini al termine del vertice in prefettura con il sindaco Beppe Sala, il capo della polizia Vittorio Pisani e i questori di tutti gli altri capoluoghi lombardi. Tanto Sala quanto Salvini non hanno nascosto le preoccupazioni per il «bis» che i ragazzi scatenatisi attorno al Duomo lo scorso weekend potrebbero concedere sabato, quando il “Movimento 17 Ottobre” ha già chiamato a una nuova mobilitazione. Anche perché in quel pomeriggio si rischia un cortocircuito imprevedibile con due altre manifestazioni indette: una degli anarchici, e una di chi reclama legge e ordine (Futuro Nazionale). «C’è preoccupazione: non voglio dire ai cittadini “stare tutti a casa”, ma sabato può essere una giornata delicata per la città», ammette Sala dopo la riunione. «Spero non ci sia un mix tra anarchici, pro-Pal e maranza», gli fa eco abrasivo Salvini, che si dice però «fiducioso» per la risposta che questa volta arriverà da polizia e militari.
La «tolleranza zero» di Salvini e il messaggio alle famiglie
«Abbiamo più di 5mila uomini delle forze dell’ordine solo in città. Se a questi aggiungiamo i 500 parà della folgore, da milanese sono fiducioso», dice il leader della Lega, arrivato a sorpresa a riunione già iniziata in prefettura. Personale militare «armato e addestrato, che ha avuto esperienza anche all’estero», sottolinea fiero della decisione del governo Salvini, che vuole dare il messaggio che questo sabato, e in quelli a venire, non ci sarà «nessuna tolleranza» nei confronti di chi tentasse di nuovo di assaltare strade e negozi, a Milano ed oltre. «Il messaggio che deve arrivare nelle case e nelle scuole è che nulla resterà impunito: chi rompe paga, e se a devastare sono minorenni da oggi la multa e il risarcimento danni è a carico dei genitori, quindi mamme e papà un po’ distratti che non si erano resi conto di avere in casa un teppista e un saccheggiatore pagheranno di tasca loro».
Cosa faranno i 500 soldati a Milano
Ma cosa faranno esattamente i 500 militari in arrivo per le strade di Milano, in aggiunta a quelli che presidiano stazioni, aeroporti e altri luoghi sensibili? «Affiancheranno le forze dell’ordine nei punti sensibili pronti a intervenire in qualunque quartiere richiede il loro intervento, al di là di questi maranza sarà un presidio di sicurezza in più h24 sia in centro che in periferia», annuncia Salvini. E Piantedosi prova a sgonfiare così le polemiche delle ultime ore sorte dopo che il Quirinale ha stoppato l’attribuzione di poteri di polizia giudiziaria ai soldati. «Concorreranno a tutte le attività che svolgono le forze dell’ordine: i compiti verranno assegnati dall’autorità di pubblica sicurezza, ossia il prefetto, con un piano d’impiego dettagliatissimo che abbiamo concordato stressi molto le funzioni di pubblica sicurezza che sono già affidate al personale delle forze armate, quindi potranno sicuramente pattugliare, fermare le persone, adottare iniziative conseguenti a quello che dovesse rilevare», spiega il ministro. Tradotto, dunque, anche reagire a eventuali scorribande e devastazioni dei “maranza” come appropriato.
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Il «dissing» Sala-Piantedosi e la prevenzione nelle scuole
Al tavolo si sarebbe respirato un clima di piena collaborazione tra Sala e Piantedosi, hanno assicurato entrambi, ma entrambi restano sulle rispettive posizioni rispetto al dispiegamento della polizia lo scorso weekend: chiaramente insufficiente per Sala, lodevole per Piantedosi. Il sindaco di Milano comunque ha riconosciuto l’utilità dell’arrivo dei 500 soldati, augurandosi che siano «un presidio mobile e non statico», ma ha evidenziato come la risposta dello Stato non possa essere fatta solo di repressione. «Non esiste un Paese democratico al mondo in cui la sola repressione risolve ogni tipo di disagio. È un fenomeno complesso, ma crediamo che si debba ripartire dalle scuole: lì bisogna affrontare tra coetanei di chi era in piazza il tema del perché», anche se in quella piazza «non c’erano tante ragioni politiche né sociali, c’era la trasformazione dal videogioco alla realtà, ma tant’è». E dopo aver visitato i negozi assaliti, Sala raccomanda di «evitare psicosi» di chiusure che per una città di Milano, con il suo forte ruolo dei commerci, «è obiettivamente un rischio».
I timori per sabato e le nuove norme del governo
A Milano, ma non solo, l’allerta è altissima per il timore di nuove devastazioni e saccheggi sabato prossimo, quando il “Movimento 17 ottobre” ha già indetto una nuova mobilitazione. Sarà il primo banco di prova per la riorganizzazione delle forze in campo, mentre le nuove norme varate ieri dal Consiglio dei ministri col settimo decreto Sicurezza dovranno essere convertite in legge dal Parlamento. Tra i punti principali, l’introduzione del nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione, la punibilità «di default» dei minori tra i 14 e i 18 anni, con l’inversione dell’onere della prova sulla loro incapacità di intendere e di volere, l’estensione ai minorenni della possibilità di fermo preventivo così come di arresto in flagranza differita, meccanismi di risarcimento dei danni causati sia allo Stato che ai privati con il principio per cui «chi rompe paga». Allo studio poi, come ha confermato la stessa premier Giorgia Meloni, pure interventi sulle piattaforme social per bloccare sul nascere le mobilitazioni digitali più pericolose.
In copertina: Matteo Piantedosi, Giuseppe Sala e Matteo Salvini all’uscita della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura – Milano, 21 ottobre 2026 (Ansa/Matteo Corner)

