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Scontri a Milano, Giorgia Meloni e le «ombre russe» dietro la devastazione

21 Ottobre 2026 - 04:59 Alessandro D’Amato
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La premier e le ipotesi di guerra ibrida dietro le chiamate di piazza. Chiesto un report all'intelligence. Crosetto e Piantedosi d'accordo. Salvini e Vannacci no
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Sugli scontri a Milano alcune «entità esterne» hanno soffiato sul fuoco. Giorgia Meloni ne è convinta, ma vuole attendere «elementi certi» per denunciarlo pubblicamente. Mentre le relazioni dei servizi segreti raccontano di «tracce di enfatizzazione sulla mobilitazione dei manifestanti». Ovvero: «attraverso il rilancio sui social» c’è stato un appello per «richiamare in piazza più persone» e alimentare così la protesta. E c’è un indizio che alimenta i sospetti: «Le fonti degli appelli sono ben scudate», come rivela un rappresentante del governo.

Le «entità esterne»

Il Corriere della Sera parla esplicitamente di «ombre russe». E dice che gli esperti sono al lavoro per superare i blocchi e risalire alle fonti dei primi messaggi. Intanto si parla di guerra ibrida. Quella che ha denunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Secondo il quale l’atto ostile verso l’Italia è stato «portato avanti con strumenti non convenzionali», come TikTok. Ma al momento «non si può affermare che siano stati i russi a mandare degli adolescenti a spaccare le vetrine di Milano», secondo Palazzo Chigi. Una cosa diversa da quella sostenuta dal vicepremier Matteo Salvini secondo il quale «non c’è nessuna regia russa». Ma è la «singolare coincidenza» che Mosca abbia commentato il caos in Italia, Francia e Spagna a rilevare.

Guerra ibrida

Durante il vertice dei giorni scorsi Matteo Piantedosi ha rilevato che «questi sono Paesi in cui, guarda caso, si andrà al voto il prossimo anno». La Russia aveva già attaccato pubblicamente la premier dopo il suo discorso in Parlamento sull’Ucraina. Durante il summit sull’ordine pubblico Meloni ha chiesto all’intelligence risposte rapide sulle ipotesi di guerra ibrida. E ieri si è indignata per il titolo del Manifesto («Andateli a prendere») posto sotto una foto in cui le forze dell’ordine inseguivano un giovane nelle vie di Milano, quasi fosse una sfida allo Stato. «Che quei ragazzi non fossero lì per il carovita l’ha detto anche chi li ha visti all’opera», ha detto la premier. Secondo membri del governo si tratta di «un nuovo tipo di violenza che andrà studiata».

Le analisi

Intanto Repubblica racconta proprio le prime analisi degli specialisti che studiano flussi, algoritmi e bot. I sospetti vanno tutti verso la Russia, che in Europa ha già sperimentato operazioni di manipolazione via social. E si punta sul volantino Movimento 17 ottobre, che dettaglia di volta in volta i nuovi appuntamenti nel week end. Il modello ricorda quanto osservato durante la crisi nell’exclave di Ceuta e in occasione delle sommosse in Albania. «I fatti di Milano e di altre parti d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche», ha spiegato il ministro della Difesa, indicando nella «guerra ibrida» condotta attraverso TikTok, YouTube e gli altri social.

Salvini

Sulla lettura è d’accordo Piantedosi: «Crosetto, quando dice delle cose, parla sempre a ragion veduta». E ancora: «Abbiamo visto un apparente spontaneismo di una massa di giovani», attivati in forme che rendono difficile escludere un’organizzazione. Per Piantedosi esiste «un carattere di volontà di destabilizzazione del quadro sociale e dell’ordine pubblico». E dunque «ce n’è quanto basta per andare a fondo». Salvini la respinge apertamente: «Ho letto cose strambe, i russi. No, basta». Roberto Vannacci invece individua i responsabili in «collettivi studenteschi, centri sociali, black bloc, maranza e baby gang», e non certo in regie straniere.

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