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«La nana borgatara non ha tempo»: il post del pm contro Giorgia Meloni dopo lo stop all’adeguamento di stipendio ai magistrati

19 Ottobre 2026 - 17:10 Marco Fedeli
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Lo avrebbe scritto sul suo profilo Facebook Alessandro Di Cicco. Lui smentisce, dicendo di aver subito un attacco hacker: scoppia la polemica
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Arriva la risposta di un magistrato alla decisione della premier Giorgia Meloni di non firmare il decreto per autorizzare gli adeguamenti di stipendio per la categoria da quasi un miliardo di euro. Alessandro Di Cicco, magistrato in servizio alla Procura di Roma avrebbe scritto sul proprio profilo Facebook: «La nana borgatara non ha tempo per firmare un decreto. Ci penserà un commissario ad acta! Povera Italia». Il post, riportato da Adnkronos, al momento non è visibile.

La smentita del magistrato

Scoppiato il caso, Di Cicco ha smentito e spiegato: «Mi hanno hackerato il profilo Facebook e sto andando al commissariato a denunciare. Non sono stato io a scrivere quel post sulla premier, ero in viaggio e quando mi sono accorto di quanto successo, e cioè che qualcuno aveva scritto quel testo sul mio profilo, ho provveduto subito a cancellarlo. Non immaginavo questo clamore, adesso sto andando a denunciare quanto successo al commissariato. Una cosa è non condividere le posizioni della premier, altro è insultare».

Cos’è successo tra i magistrati e Meloni

Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato aveva stabilito che gli adeguamenti degli stipendi dei magistrati, tra arretrati e aumenti in busta paga, non erano stati calcolati correttamente. Ragion per cui il governo avrebbe dovuto pagare la differenza, destinando le risorse nella prossima legge di Bilancio. Complessivamente si tratta di circa 970 milioni per gli 11 mila magistrati italiani, quasi un miliardo di euro. Tuttavia, la presidente del Consiglio si è detta contraria a destinare ai magistrati una cifra «dieci volte superiore rispetto a quello che sto cercando solo per affrontare il tema dell’autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia».

Cosa ha detto il Csm

Alle parole di Di Cicco è seguito l’intervento di Enrico Aimi, componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex senatore di Forza Italia: «Chi esercita una funzione così delicata come quella giudiziaria è tenuto a osservare doveri di equilibrio, correttezza e rispetto delle istituzioni, anche quando interviene nel dibattito pubblico: per questo ho chiesto l’apertura di una pratica al Consiglio Superiore della Magistratura, affinché siano verificati i fatti e valutata l’eventuale sussistenza di profili disciplinari».

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