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Un miliardo di euro ai magistrati? Giorgia Meloni si chiama fuori: «Non firmerò il decreto». Cosa dicono le sentenze del Consiglio di Stato

18 Ottobre 2026 - 16:03 Bruno Gaetani
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La premier annuncia all’Adnkronos che non firmerà il Dpcm per riconoscere circa 970 milioni di euro tra arretrati e aumenti di stipendio: «Mandino pure un commissario»
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Nella prossima legge di bilancio, non ci saranno i 970 milioni di euro che lo Stato italiano deve ai magistrati. A confermarlo è la premier Giorgia Meloni, che all’agenzia Adnkronos definisce la linea dell’esecutivo sulla questione: «Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità, ma in coscienza non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati». Così facendo, di fatto, il governo ignorerebbe le due sentenze del Consiglio di Stato, entrambe pronunciate nel 2025, secondo cui le retribuzioni sono state calcolate in modo errato per anni.

La premier tiene il punto: «Non firmerò»

Dopo che la questione ha ricominciato a trovare spazio sui giornali, la premier ha confermato di non avere alcuna intenzione di fare passi indietro rispetto alla posizione assunta finora: «Direttore, non firmerò. Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario», dichiara Meloni all’Adnkronos. Un riferimento al possibile commissario ad acta che potrebbe essere nominato per assicurare l’esecuzione delle decisioni dei giudici amministrativi in caso di inerzia del governo. Quei 970 milioni, insiste la premier, sono circa dieci volte di più di «quello che sto cercando solo per affrontare il tema dell’autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia». La presidente del Consiglio si dice comunque disponibile ad ascoltare le associazioni rappresentative per cercare una soluzione.

Perché i magistrati chiedono quasi un miliardo di euro

La controversia riguarda il meccanismo di adeguamento degli stipendi dei magistrati e il calcolo degli arretrati. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’errata applicazione dei criteri retributivi, aprendo la strada al ricalcolo delle somme dovute per gli anni precedenti. L’importo complessivo stimato è di circa 970 milioni di euro, tra arretrati e adeguamenti degli stipendi per i magistrati ordinari, ma anche per quelli amministrativi e contabili. In media, si stima che a ogni magistrato spettino 70mila euro di arretrati e circa 20mila euro di aumento di stipendio per il 2027, che si ripeterà poi negli anni successivi. L’Associazione nazionale magistrati, però, definisce queste stime «prive di fondamento» e spiega che gli importi effettivi sono «di gran lunga inferiori».

Foto copertina: ANSA/Riccardo Antimiani

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