Il decreto anti-maranza: cosa vuole fare il governo per fermare Italia in piazza
C’è una regia dietro le violenze dei giovanissimi a Milano? È la domanda che si fa il governo e il quesito è rivolto al ministero dell’Interno. Dove già circolano analisi e report sui profili dei fermati. Che sono giovanissimi (tra loro persino 12enni) e in buona parte italiani di seconda generazione. La sigla Italia in piazza, usata per l’autoconvocazione del 17 ottobre, non ha radici. Intanto Palazzo Chigi studia una norma ad hoc per mandare un segnale. Due le opzioni sul tavolo: l’arresto in flagranza differita dei minorenni o, in alternativa, l’estensione del fermo preventivo a chi non ha ancora raggiunto la maggiore età.
Arresti in flagranza differita e fermo preventivo
Giorgia Meloni, spiega oggi Repubblica, ha convocato una riunione per stamattina. Ci saranno Alfredo Mantovano, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Oltre ai vertici di polizia, carabinieri e intelligence. La presidente del consiglio è determinata a fornire «ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos». Alla riunione potrebbero partecipare anche i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. È in arrivo quindi l’ennesimo aggiornamento del decreto sicurezza. Che dovrà colmare le evidenti falle nei dispositivi di prevenzione e gestione dell’ordine pubblico. Perché c’è comunque una critica sottintesa a chi ha preparato, monitorato e accompagnato gli eventi di piazza, soprattutto quelli di Milano.
I problemi di costituzionalità
Ci sono svariati problemi di costituzionalità da risolvere prima di varare gli interventi. Le norme sull’arresto in flagranza differita per i minori si scontrano con le difficoltà di identificazione certa per gli incappucciati vestiti di nero che sono spesso sconosciuti alle forze di polizia. E ancora: per rendere efficaci i fermi bisognerebbe favorire i giudizi per direttissima. Ma a quel punto, quanto è gestibile la pressione sugli istituti minorili? Il fermo preventivo sugli under 18 sembra un’ipotesi altrettanto impraticabile. Proprio perché è difficile monitorare chi è sconosciuto alla polizia.
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I ddl e il nuovo decreto
In teoria esistono anche alcuni ddl sicurezza su cui intervenire. Ma il Senato li vaglierà solo a febbraio 2027. Per questo si pensa a un nuovo decreto per fare prima. Ma il Viminale intanto ha smentito. Si parla anche di un consiglio dei ministri già oggi, o comunque nelle prossime ore, con un dl che sancisca una stretta. Da sfoggiare alla vigilia della campagna elettorale. Intanto Meloni su Instagram pubblica la foto del dirigente di polizia Angelo De Simone: «Lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone che restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza».

