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Caos Enav, Salvini scarica il barile su Tim: «Non vorrei essere costretto a chiedere di rispondere dei danni». Renzi: «O è incapace o porta sfiga»

16 Ottobre 2026 - 23:18 Stefania Carboni
salvini enav tim
La versione del ministro dei trasporti e infrastrutture sui disagi ai voli di stamane non convince le opposizioni. Dal leader di Italia Viva a Misiani (Pd): «Campione di scaricabarili»
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Mentre stamane il traffico aereo italiano era pressoché dimezzato per un problema alla rete di trasmissione dati la polemica si è spostata dagli scali nostrani ai palazzi della politica. Il minsitro dei trasporti e Infrastrutture Matteo Salvini ha scaricato il barile su Tim. «Le opposizioni mi convocano in Parlamento da questa mattina per i problemi degli aerei che viaggiano al 50%. Il problema non è di Salvini, c’è il blocco della rete di trasmissione dati di Enav gestita da Tim, per cui chiedo che i tecnici Tim facciano il massimo per tornare alla normalità», ha dichiarato. «Se questo disagio andrà oltre – ha aggiunto – non vorrei essere costretto a chiedere a Tim di rispondere dei danni causati oggi a tanti viaggiatori».

Parole che non hanno convinto le opposizioni. Antonio Misiani, responsabile Infrastrutture della segreteria nazionale e senatore del Pd, ha replicato: «Mentre l’Italia vive una giornata da Terzo Mondo, con gli aerei che viaggiano al 50% della capacità e migliaia di passeggeri bloccati negli aeroporti, Matteo Salvini – che ha trovato il tempo di inaugurare un presidio della Polizia Stradale – si conferma un vero campione di scaricabarile». «Dice il ministro che il problema non è Salvini e che la colpa è di Tim. Ma Enav è una società controllata dallo Stato, che opera sotto la vigilanza del ministero guidato da Salvini. La sicurezza e la continuità del controllo del traffico aereo sono una responsabilità pubblica, non un servizio che si possa appaltare a un fornitore e poi dimenticare quando qualcosa va storto», ha aggiunto.

Renzi: «O non è capace o porta sfiga»

Della stessa linea Matteo Renzi, leader di Italia Viva: «Dopo quello che ho detto da Floris, Salvini mi ha attaccato. E per la dura legge del karma lo stesso giorno mi sono trovato su un treno Roma-Firenze con 105 minuti di ritardo. Voi direte: vabbè, poveraccio, non è colpa sua. Non deve controllare lui i treni. E infatti oggi è in tilt il trasporto aereo. Diciamo così: o non è capace o porta sfiga. Ognuno scelga la risposta che preferisce. Unica regola: vietato rispondere tutte e due».

Perché è saltata la rete Enav

Il disservizio di oggi è durato ben 11 ore, paralizzando il traffico aereo italiano, provocando una reazione a catena di ritardi e cancellazioni di voli in arrivo, in partenza e in transito. Il guasto è stato individuato nella rete di trasmissione dati dell’ENAV (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo), che ha subito escluso l’ipotesi di un attacco hacker. L’analisi all’Ansa dell’esperto Alberto Servienti, docente di Organizzazione del trasporto aereo al Politecnico di Milano, spiega che l’unico punto fermo finora è che il blocco si è attivato nella rete primaria su cui viaggiano in tempo reale le informazioni di volo. Per garantire la sicurezza, l’ENAV ha immediatamente trasferito la gestione dei dati sulla rete secondaria di supporto (quella satellitare). Si tratta di un sistema d’emergenza non capace di gestire al 100% la capacità del traffico aereo italiano. Da qui i rallentamenti e le procedure automatiche di sicurezza, con cancellazione dei voli. Non si tratterebbe di un’anomalia interna ai sistemi ENAV, bensì di un guasto alla rete di trasmissione gestita da un operatore telefonico/dati nazionale. Le cause? Molteplici, anzi quattro per l’esperto intervistato da Ansa. La prima è un’interruzione della fibra ottica, come il tranciamento o il danneggiamento del cavo ad alta velocità che trasporta i dati di volo. Seconda opzione: un malfunzionamento degli hardware di smistamento, segue un bug nell’aggiornamento software e infine un errore nel sistema di configurazione.

Il nodo dei tempi di ripristino

Resta da chiarire un aspetto fondamentale: perché sono servite ben 11 ore per ripristinare la piena operatività? Un margine di tempo particolarmente ampio per un’infrastruttura critica come quella dei cieli italiani, su cui le autorità (e forse Salvini) dovranno fare completa luce nelle prossime ore.