Il bluff di Giorgia Meloni sugli aumenti ai magistrati
«Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario. Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità». Il bluff di Giorgia Meloni sugli aumenti di stipendio per i magistrati sta tutto in questa frase rivolta a Palazzo Spada. Sono stati quei giudici infatti a certificare che lo stipendio dei magistrati, adeguato in automatico ogni tre anni alla media degli aumenti del pubblico impiego, era stato calcolato con criteri sbagliati negli ultimi due trienni.
Il commissario ad acta
Per questo, spiega il Fatto, la presidenza del Consiglio è stata condannata a versare i 970 milioni di arretrati. «Non posso mettere la mia firma su un decreto con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati. È dieci volte tanto rispetto a quello che sto cercando per gli autotrasportatori», ha detto lei domenica 18 ottobre. Ma nell’ultima udienza davanti al Consiglio di Stato il 13 ottobre l’Anm ha chiesto ai giudici di nominare un commissario ad acta, cioè un funzionario che adotti il decreto al posto dell’amministrazione. La decisione arriverà a brevissimo e quasi certamente la richiesta sarà accolta.
Il bluff
Al posto di Meloni firmerà quindi un’altra persona ma con i fondi stanziati in manovra. Tra l’altro, segnalano sempre i magistrati, a fine febbraio è stato firmato il rinnovo contrattuale dei dipendenti della presidenza del Consiglio per il triennio 2019/2021. Ai 277 dirigenti (uno ogni sette dipendenti, un record) sono stati concessi aumenti medi di 558 euro lordi al mese, oltre a un arretrato una tantum arrivato a toccare i 46mila euro lordi per i profili di prima fascia. Invece le toghe avranno in media 130 euro lordi al mese per il triennio 2021-23 e 270 per il triennio 2024-26. L’arretrato non potrà superare i 17 mila euro lordi circa.
Ti potrebbe interessare
- Trump: «Se l’Europa soccombe all’invasione degli immigrati gli Usa la abbandoneranno»
- Da Zelensky a Mattarella: chi pensa che ci sia la Russia dietro gli scontri in piazza
- Scontri a Milano, i genitori dei fermati: «Mio figlio? Un pirla. Gli avrei spaccato la testa»
- Le proteste dei tir e i supermercati vuoti al Sud: «Frutta, verdura, carne. Manca anche l’acqua minerale»

