Ultime notizie Delitto di GarlascoGiorgia MeloniSigfrido RanucciUcraina
POLITICABambiniGoverno MeloniLombardiaMilanoScontriSpese militariVideo

Fermo preventivo per i minori, ma no ai poteri speciali ai militari: cosa c’è nel Decreto sicurezza approvato dopo gli scontri di Milano

20 Ottobre 2026 - 19:23 Sara Menafra
giovane lancia sanpietrino milano piazza duomo
È stato introdotto anche il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione. Ma, come anticipato da Open, i soldati non potranno fare arresti: tutte le misure
Google Preferred Site

Il governo ha approvato il settimo pacchetto Sicurezza, questa volta dedicato ai fatti avvenuti tra sabato e domenica scorsi a Milano, quando agli scontri di piazza e all’assalto ai negozi del centro cittadino hanno partecipato anche un consistente numero di minorenni. È la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a illustrare – prima della conferenza stampa – le nuove misure varate dal Consiglio dei ministri, convocato oggi alle 17:30. «Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana, negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare», ha dichiarato Meloni, spiegando che il nuovo decreto introduce ulteriori strumenti per contrastare i disordini.

Nuovo reato per chi partecipa alle violenze durante le manifestazioni

Tra le principali novità illustrate dalla premier c’è l’introduzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione. «Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere e fino a 20 mila euro di multa», ha spiegato. Le pene aumenteranno in presenza di aggravanti, come il volto coperto o il ferimento di altre persone. Il decreto prevede inoltre un inasprimento delle sanzioni per chi partecipa a devastazioni di gruppo.

«Chi rompe paga»: coinvolti anche i genitori dei minorenni

Un altro punto centrale del provvedimento riguarda il risarcimento dei danni. «Applichiamo un principio semplice: chi rompe paga e, se chi rompe è un minorenne, pagano i suoi genitori», dice la premier. In caso di danni a beni pubblici, come pensiline, semafori o mezzi delle forze dell’ordine, il prefetto potrà inviare un’ingiunzione di pagamento.

Per i danni a proprietà private, come vetrine, negozi e automobili, il proprietario potrà rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. «Chi ha subito il danno potrà rivalersi su tutto, sui beni di quella famiglia, anche sui soldi che lo Stato eventualmente le deve», ha aggiunto la presidente del Consiglio, illustrando le modalità previste dal provvedimento.

Fermo preventivo anche per i minorenni

Il decreto interviene anche sulla responsabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Meloni ha ricordato che una norma già approvata dal governo e attualmente all’esame del Parlamento prevede la presunzione della capacità di comprendere le proprie azioni, salvo prova contraria. Con il nuovo provvedimento, ha spiegato, questa disposizione diventa immediatamente operativa.

Il fermo preventivo, finora applicabile agli adulti, potrà inoltre essere esteso ai minorenni. Nel pomeriggio erano circolate indiscrezioni su un possibile stralcio della norma, ma nel video la premier ne conferma l’introduzione. Sono previsti anche più magistrati per la giustizia minorile e un aumento dei posti negli istituti, con l’obiettivo di rafforzare l’applicazione delle pene anche nei confronti dei più giovani.

A Milano 500 militari in più fino alla fine dell’anno, ma senza poteri speciali

Tra gli interventi annunciati c’è anche il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio milanese, come previsto. «A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno al fianco di polizie e carabinieri», ha dichiarato Meloni. Da tempo Guido Crosetto insiste a dire che, già con Strade sicure, i rappresentanti dell’Esercito finiscono per girare le strade senza avere un effettivo ruolo operativo, limitandosi a “mostrare” armi e divisa.

Proprio per questo, almeno fino a ieri 19 ottobre, l’idea era che i militari sarebbero arrivati in città ma avrebbero potuto avere funzioni di polizia giudiziaria e quindi la possibilità di identificare o fermare persone violente o sospette. Quando si è stretto sui dettagli però, dal ministero dell’Interno – come aveva anticipato Open – è arrivato l’alt a difesa delle prerogative di polizia e carabinieri e di tutta la catena operativa che, appunto, fa capo al Viminale.

Meloni: «Giovanissimi convocati da un video sui social»

Meloni ha indicato nelle frange antagoniste una delle componenti presenti durante gli scontri, sottolineando però anche la partecipazione di numerosi giovanissimi. «C’erano le frange antagoniste di sempre, quelle che a ogni corteo cercano lo scontro, però accanto a loro questa volta c’era qualcosa di nuovo», ha affermato. «Centinaia di giovanissimi, moltissimi di loro minorenni, arrivati in piccoli gruppi, convocati da un video sui social, ragazzi venuti in piazza per spaccare, rubare, filmarsi mentre lo fanno». La presidente del Consiglio ha infine ribadito la volontà dell’esecutivo di intervenire per impedire che episodi simili si ripetano: «Faremo tutto quello che possiamo per impedire che quello che abbiamo visto in questi giorni diventi la normalità».

leggi anche