Meloni: «Non sono contraria al divieto dei social per i minori under 14»
«Non sono contraria» al divieto dei social per i minori under 14. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando con Repubblica. «So che c’è stato un lavoro trasversale», aggiunge, spiegando di ritenere che la regolamentazione spetti al legislatore: «Credo che spetti al Parlamento valutare se riprendere anche il lavoro fatto sul divieto di social ai minori di 14 anni».
L’aggravante nel Dl sicurezza
Nel decreto sicurezza appena licenziato dal governo Meloni è previsto il reato di partecipazione violenta ad una manifestazione punibile fino a 5 anni di carcere e l’aggravante di uso dei social per organizzare le piazze per cui si rischiano anche 12 anni. Inoltre i genitori dei minori dovranno risarcire in caso di danneggiamenti. Marianna Madia, deputata di Iv-Casa Riformista, si dice invece «sbalordita» e che quello della premier «è uno smaccato tentativo di rimediare a un ritardo di cui porta tutta la responsabilità». Poi annuncia: «Casa Riformista presenterà subito un emendamento all’ultimo decreto sicurezza, e chiederà di firmarlo a tutti gli altri gruppi parlamentari. Capiremo allora quale sarà la vera disponibilità della presidente Meloni».
L’attacco di Madia
Madia rivela che nel maggio scorso Meloni le aveva assicurato di non essere ostile alla norma: «Il testo della legge era già pronto per l’approvazione in Senato, grazie al lavoro bipartisan fatto con le colleghe Mennuni di FdI e Malpezzi del Pd. Se la legge non c’è ancora e i nostri giovanissimi sono vittime delle manipolazioni sui social network, è interamente colpa dei ministri di Meloni, che in questi cinque mesi si sono esplicitamente rifiutati di inviare in Parlamento i pareri richiesti. Anche dopo che altri Paesi hanno approvato leggi analoghe, e la Commissione Europea ha varato il Kids Act».
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E quello del M5s
Poi conclude: «Quello che Meloni non dice è il motivo che sta dietro la sistematica ostruzione del suo governo rispetto a una norma richiesta da tutte le organizzazioni delle famiglie: il desiderio di non disturbare i padroni delle piattaforme, gli ultra-miliardari del Big tech che si arricchiscono violando la privacy dei ragazzi». «Giorgia Meloni scopre oggi il divieto dei social agli under 14. Peccato che le proposte siano ferme in Parlamento da oltre due anni. Lo stesso Parlamento dove di fatto governa lei, con la sua maggioranza. Quando vuole lei ordina e i parlamentari obbediscono. Qui stranamente è più restia a fare la dura, forse teme di pestare i piedi alle Big Tech e quindi a Trump. Comunque la responsabilità non è del Parlamento: è di chi lo tiene fermo», dice la senatrice Barbara Floridia del M5s.

