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Supermercati, gli scaffali vuoti e i quintali di pesce buttato per il blocco dei Tir al Sud

22 Ottobre 2026 - 06:21 Ettore Ambrosi
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Gli aiuti per l'autotrasporto oggi in consiglio dei ministri. Ma la distribuzione lancia l'allarme
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Oggi 22 ottobre alle 12 il Consiglio dei ministri approverà un decreto legge «che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo». Ieri è arrivato lo sblocco di 430 milioni già stanziati come credito d’imposta sul carburante per il periodo marzo-agosto. Finora non erogati per lungaggini burocratiche. Insieme Palazzo Chigi aggiungerà 45,2 milioni a quanto già previsto e altri 60 milioni per coprire i rimborsi sul gasolio acquistato dal primo settembre al 5 ottobre. Ma il blocco dei tir nel Sud Italia sta avendo ripercussioni molto pesanti su tutta la rete di negozi. Con merci che non arrivano a destinazione, scaffali vuoti e, soprattutto, «quintali di cibo che vengono buttati via, è inaccettabile».

Il decreto per gli autotrasportatori

Nel decreto, spiega oggi il Corriere della Sera, sarà estesa la compensazione fino al 31 dicembre 2027 per le fatture dal primo settembre al 5 ottobre. Si proverà anche a inserire sostegni per le piccole imprese a conduzione familiare che hanno solo 4-5 mezzi e che per le norme Ue non possono beneficiare dei contributi sbloccati per le 32 mila imprese con veicoli più recenti. Per il comparto agricolo dovrebbero arrivare nuovi aiuti dopo che il credito d’imposta sul gasolio è scaduto il 6 ottobre. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella stessa riunione ha promesso che in ogni caso verrà garantita, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, «la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, i generi alimentari e i farmaci».

I blocchi

Ma secondo Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, i blocchi sono «inaccettabili, illegali, non degni di un Paese civile». In Campania e Calabria le situazioni più gravi. «A Napoli e dintorni ci sono negozi vuoti. Ma i centri distributivi di Napoli e Cosenza sono pieni di merce, bloccata lì perché i camion non partono». E quindi ci sono «quintali di cibo che deperiscono, frutta, verdura, latte, carne, prodotti che hanno bisogno di essere consegnati tutti i giorni per la loro deperibilità, e invece rischiano di andare a male. Quintali di pesce sono stati già buttati. Anche la consegna al terzo settore è bloccata, immorale buttare via il cibo così».

Le proteste

Buttarelli non condanna le proteste: «Il diritto di sciopero va sempre garantito, ma la situazione sta degenerando, penalizzando agricoltori, produttori, negozianti e cittadini, per questo chiediamo al ministro dell’Interno di ripristinare la legalità». Non nega l’emergenza del caro carburanti, «certo che è un tema che va affrontato, ma non in questo modo e il governo dei passi li ha fatti, quindi non capisco perché andare avanti con queste proteste: non si può tenere in ostaggio un intero sistema economico».

I prodotti che non arrivano

Il 27 ottobre governo e autotrasportatori si incontreranno di nuovo. «Già ora alcune aziende hanno problemi con prodotti che non riescono ad arrivare: dall’uva dalla Puglia alle clementine della Calabria, e anche le farmacie cominciano ad avere problemi». E quindi: «Non c’è dubbio che sulle lunghe percorrenze l’intermodalità sarebbe una soluzione, ma il tratto finale sarà sempre affidato al trasporto su gomma».

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