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La legge Chi rompe paga per gli scontri di piazza: decreto ingiuntivo e multa fino a 2 mila euro

22 Ottobre 2026 - 05:20 Alessandro D’Amato
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Nel decreto sicurezza la norma che accelera l'iter per il risarcimento dei danni dopo le devastazioni. Il sondaggio riservato che la promuove e gli obblighi per i genitori dei violenti
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Chi rompe paga. Nel decreto sicurezza appena licenziato dal governo Meloni contiene un’accelerazione dell’iter per il risarcimento dei danni durante gli scontri di piazza. La novità riguarda gli strumenti per chiedere il pagamento, distinguendo tra patrimonio pubblico e beni privati. Per questi è previsto il ricorso a un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Per i beni pubblici il prefetto, con l’ordinanza con cui applica la sanzione amministrativa al genitore, può ordinare anche il pagamento di una somma a titolo di risarcimento all’ente danneggiato. E un sondaggio riservato ordinato da Palazzo Chigi la norma più popolare è proprio il «chi rompe paga» annunciato da Giorgia Meloni sui social.

La legge Chi rompe paga

Il Corriere della Sera spiega che per le vetrine distrutte e gli scaffali vuotati ci sono esercenti che hanno acquistato polizze e garanzie dalle assicurazioni. Ma chi non è coperto rischia di aspettare parecchio per un risarcimento. Da qui la logica della nuova norma. Già oggi la minore età non mette al riparo dalle conseguenze economiche dei vandalismi. Se il minore era capace di intendere e di volere può rispondere personalmente dei danni. Mentre sul piano civile possono essere chiamati a rispondere anche i genitori, come prevede l’articolo 2048 del Codice Civile. Di solito la sentenza civile di primo grado è esecutiva. Deve essere eventualmente sospesa dal giudice dell’Appello.

Decreto ingiuntivo

La norma del governo Meloni invece prevede un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo per i beni privati. Per quelli pubblici il provvedimento prevede che il prefetto possa ordinare anche il pagamento di una somma a titolo di risarcimento all’ente danneggiato. A questo si affianca la sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro, che sale da 1.000 a 2.000 euro in caso di reiterazione anche quando il ragazzo non è penalmente imputabile.

Le multe e i risarcimenti

Multe e risarcimenti si sommano. E funzionano anche in caso di auto danneggiata: l privato può chiedere al giudice un decreto ingiuntivo sulla base dell’ordinanza del prefetto. L’immediata esecutività consente di avviare il recupero del credito senza aspettare la conclusione di una causa ordinaria. Secondo Repubblica l’ultima stretta sui cortei è stata confezionata dopo un sondaggio riservato. Che ha confermato il gradimento degli elettori sulle misure in arrivo. E la norma più popolare è proprio il Chi rompe paga, promosso dal 60% degli intervistati.

I servizi segreti

Intanto il Dis e l’agenzia sulla cybersicurezza indagano sui rischi disordini a Roma per sabato 25 ottobre. E sulla «manina» russa dietro alle piazze. Oggi il capo dell’Aisi, Bruno Valensise, sarà audito al Copasir. Nell’esecutivo, l’unico a non credere a questa pista è Matteo Salvini: «Macché regie occulte e guerra ibrida, cercavano solo le Nike».

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