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La Russa e il fuorionda di insulti per Letizia Moratti: «Ma chi ca***… È una…». Scoppia il putiferio nel centrodestra, poi prova a scusarsi – Il video

22 Ottobre 2026 - 21:55 Giovanni Ruggiero
Ignazio La Russa insulta Letizia Moratti
Il cortocircuito sarebbe partito dopo che il presidente del Senato aveva parlato con la leghista Silvia Sardone. Il caso del fuorionda durante la manifestazione del centrodestra dopo la guerriglia di Milano. Cosa è finito sul profilo di The Journalai
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È lo stesso presidente del Senato Ignazio La Russa a definire «maleducate» le parole che proprio lui aveva rivolto all’ex sindaca di Milano Letizia Moratti in un fuorionda. Quelle parole sono finite su Instagram, captate dagli ineffabili The Journalai che hanno dato vita così a un putiferio nel centrodestra milanese. Nel video La Russa dice: «Ma chi ca..o la caga, è una cretina. Ma una può dire “parlo perché sono sindaca”?». Salvo poi essere avvertito: «Ci sono i giornalisti!». E infatti il tutto finisce sui social.

Dove sono stati detti gli insulti di La Russa a Moratti

I fatti risalgono a qualche giorno fa, al presidio organizzato a Milano dai partiti del centrodestra per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine dopo i disordini del weekend. Sul palco non era chiaro chi dovesse parlare per primo. La leghista Silvia Sardone, microfono in mano, ha chiesto se «c’è Ignazio», cioè il più alto in grado tra i politici presenti. Moratti, di Forza Italia e lì vicino, voleva intervenire e si è fatta passare il microfono. Quando La Russa è arrivato, Sardone gli ha riassunto la scena: «Ho chiesto “dov’è Ignazio?” E la Moratti mi fa “no parlo io comunque che sono stata sindaca”». La risposta del presidente del Senato è quella finita nel video.

La rabbia di Forza Italia per gli insulti di La Russa

La reazione più indispettita è arrivata da Andrea Ninzoli, coordinatore dei giovani azzurri in Lombardia. Per Ninzoli le parole di La Russa sono «volgari, arroganti e indegne della seconda carica dello Stato», un «linguaggio da ultras di Serie B, non certo da presidente del Senato». E poi si lancia in una difesa d’ufficio di Moratti, che «ha governato Milano e continua ancora oggi a impegnarsi per la città» e non ha bisogno che La Russa «le conceda il permesso di parlare». Ninzoli poi alza i toni con il decano della destra milanese: «Il centrodestra è una coalizione, non una caserma». Essere presidente del Senato, scrive, «non significa essere il padrone del centrodestra» e «l’autorevolezza si dimostra con i comportamenti».

Le scuse di La Russa «dispiaciuto»

In serata La Russa ha detto di «sinceramente dispiaciuto» e parla di un «fuori onda parziale e apparentemente inspiegabile» che ha riportato parole «maleducate» anche a suo giudizio. Spiega che poco prima più persone, da ultima Sardone e in forma più moderata, gli avevano raccontato un atteggiamento di Moratti, «non so se vero», che presupponeva «una incredibile gara a chi dovesse parlare per primo». Lui, precisa, aveva annunciato la sua adesione solo per firmare la solidarietà alle forze dell’ordine e non voleva prendere la parola. Temeva che qualcuno volesse creare un incidente e con quelle frasi, che considera «sbagliate, volutamente esagerate», dice di aver inteso «bloccare qualsiasi “disputa”», soprattutto nei confronti di Moratti. Conclude che l’accaduto «non cambia il mio sentimento nei confronti dell’ex sindaco di Milano».