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«Niente ricina nei reperti della casa di Pietracatella»

22 Ottobre 2026 - 07:07 Ettore Ambrosi
Madre e figlia avvelenate
L'indiscrezione sulle analisi del Robert Koch. Si rafforza l'ipotesi della cena del 23 dicembre
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L’esame sui 131 reperti della casa di Pietracatella non ha rilevato tracce di ricina. Né negli alimenti né sugli oggetti. E così anche gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino non sono riusciti a fornire certezze sul vettore con cui il veleno ha ucciso Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. L’indiscrezione, anticipata ieri dalla trasmissione “Dentro la notizia”, non è stata confermata dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli: «Dalla Germania non sono pervenuti risultati».

La ricina

L’assenza di ricina sui reperti avvalorerebbe la tesi dell’avvelenenamento avvenuto il 23 dicembre nella cena in cui c’erano Gianni Di Vita, la moglie Antonella e la figlia minore Sara, mentre Alice (la più grande) era fuori con amici. Alice (che ha ricostruito un dettagliatissimo diario del menu di pranzi e cene in quei giorni di Natale) non lo sa e Gianni, dopo diversi «non ricordo», ha parlato di una giardiniera di verdure e avanzi di cozze che la stessa Antonella aveva portato a casa dopo una cena con colleghi di studio.

I resti mai trovati

I resti di quella cena non sono mai stati trovati. La mattina dopo la spazzatura fu portata via da Gianni Di Vita, come lui stesso ha raccontato, e i cassonetti svuotati dai mezzi di raccolta prima delle feste di Natale e del primo intervento della polizia. Nei giorni scorsi, invece, gli investigatori sono andati anche a Torino, dove si è trasferita Alice Di Vita, per esaminare il suo nuovo smartphone. Dal cellulare della ragazza non sarebbero stati rilevati accessi alla piattaforma americana Reddit, dove un anonimo ha chiesto informazioni sull’uso della ricina.