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Le invia foto del cane morto e la perseguita: 40enne di Busnago finisce in manette. L’azione che ha fatto scattare l’arresto

24 Ottobre 2026 - 16:53 Stefania Carboni
minacce stalking
L'uomo a fine settembre ha provato a entrare a casa dei genitori della ex, dove la donna si era rifugiata con i figli minorenni dopo aver vissuto anni di angherie
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Messaggi dal contenuto macabro con le foto del cane privo di vita e di un cadavere, pedinamenti ossessivi, l’auto devastata e un’intrusione nella casa dei genitori di lei. Si è chiusa con l’arresto la lunga spirale di vessazioni fisiche e psicologiche perpetrate per oltre sei anni da un 40enne di Busnago ai danni dell’ex compagna. L’uomo è stato trasferito in carcere con l’accusa di atti persecutori dai carabinieri della stazione di Bellusco, coordinati dalla Procura di Monza.

La fuga dai genitori e l’escalation del 23 settembre

L’incubo della donna è emerso formalmente lo scorso 24 settembre, giorno in cui ha trovato la forza di presentarsi ai militari per denunciare le continue minacce di morte, gli insulti e le aggressioni subite nel tempo. Una convivenza diventata insostenibile, che l’aveva spinta ad abbandonare l’abitazione di coppia per rifugiarsi insieme ai figli minorenni nella casa dei genitori, nel disperato tentativo di trovare protezione.

A far precipitare la situazione è stata la serata del 23 settembre. Dopo ripetuti appostamenti sotto l’alloggio e una raffica di telefonate intimidatorie, il quarantenne ha inviato sullo smartphone della compagna una sequenza di immagini raccapriccianti: prima il corpo esanime del proprio cane, poi scatti ritraenti un cadavere. Poco dopo si è presentato direttamente davanti all’abitazione dei suoceri, scavalcando la recinzione nel tentativo di fare irruzione all’interno.

La misura cautelare in carcere

Gli accertamenti condotti dai carabinieri hanno delineato un quadro indiziario solido e allarmante, caratterizzato da condotte reiterate e gravemente lesive dell’integrità fisica e morale della vittima.

A fronte dell’evidente pericolosità e del rischio di reiterazione del reato, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza ha accolto la richiesta della Procura, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere. I militari hanno eseguito l’ordinanza nella serata del 9 ottobre, conducendo l’uomo presso la casa circondariale di Monza, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.

(Foto di Gilles Lambert su Unsplash)