Garlasco, il giallo della morte di Giovanni Ferri: nei diari di Sempio spuntano il suo nome e un misterioso «Ale»
Il nome di Giovanni Ferri, l’ex meccanico di 88 anni trovato privo di vita a Garlasco nel 2010 all’interno di un’intercapedine in via Mulino, compare tra le pagine dei diari sequestrati ad Andrea Sempio. Gli appunti, scritti in stampatello e acquisiti agli atti dell’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi per il quale Sempio risulta indagato dalla Procura di Pavia, sono stati resi noti dalla trasmissione Mattino Cinque su Canale 5. Una traccia scritta che si inserisce a sorpresa nel giallo sulla morte dell’anziano, archiviata all’epoca come suicidio e da poco riaperta dai magistrati pavesi con l’ipotesi di omicidio volontario a carico di ignoti.
Cosa c’è scritto nei taccuini di Sempio
I taccuini erano stati prelevati dagli inquirenti il 14 maggio 2025 nell’abitazione di Voghera dove Sempio risiedeva. Tra i fogli, il nome del pensionato emerge accostato a quello di una figura al momento non identificata, un certo «Ale», e a una serie di frasi dal significato non chiaro. In uno dei passaggi si legge infatti: «Ale sì, io aiutato… Parla con Lov», espressione che gli inquirenti collegano al possibile riferimento all’avvocato Massimo Lovati, storico legale dell’indagato.
Nello stesso appunto compaiono inoltre interrogativi diretti sulla famiglia della ragazza uccisa nel 2007: «Sapevano (o sapevamo) la versione Poggi?». E una menzione a Giada Bocellari: «Partito da Giada a seguito di mia interc. suicidi». Nel 2017 la legale, parte del collegio difensivo di Alberto Stasi, aveva promosso una serie di indagini difensive incentrate proprio su alcuni decessi rubricati come suicidi avvenuti a Garlasco tra persone gravitanti nella rete di conoscenze di Sempio.
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Gli esami sul coltello e la richiesta di interrogatorio
La riesumazione della vicenda di Ferri è avvenuta su istanza dell’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Gabriella Conti, vedova del meccanico 88enne. Dopo la formale riapertura del fascicolo, la Procura ha disposto accertamenti scientifici e analisi genetiche sul manico del coltello e sui fazzoletti intrisi di sangue ritrovati nel 2010 a ridosso del corpo dell’anziano. Alla luce dell’esistenza di questi scritti, la parte civile intende sollecitare un passo formale da parte degli inquirenti: l’avvocato Gallo chiederà al pubblico ministero titolare del nuovo procedimento di ascoltare Andrea Sempio per chiarire il senso e il contesto di quelle parole annotate sul suo diario.

