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Natura e avventura in Piemonte: fatti guidare dai quattro elementi

Il Piemonte non è solo un luogo di cibo e arte (guarda i nostri primi episodi!), ma anche di avventura nella natura.

L’aspetto naturalistico del Piemonte è caratterizzato da un’incredibile biodiversità: a cominciare dalle aree naturali protette, i boschi, i parchi, le montagne e distese verdi. Fino ad arrivare alle sorgenti limpide che sgorgano dalle Alpi, i vasti laghi, i fiumi e le risaie quadrettate.

Un eden naturalistico dove molte specie coabitano in sintonia e che anche noi possiamo esplorare in modi diversi. In Piemonte si può sciare, lo sappiamo tutti. Ma per la nostra avventura non ci bastavano gli sci: siamo andati a passeggio, in bicicletta, in canoa, con la muta, in mongolfiera e in parapendio.

Noi di Open ci siamo lasciati guidare dalle voci della natura - in simbiosi con le miriadi di specie che esistono a pochi passi dalle nostre città - e ci siamo lanciati nell’esplorazione dei quattro elementi su tutto il territorio piemontese. Vieni con noi a incontrare la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco di questa incredibile regione.

Terra

Prima, per avvicinarci con rispetto e consapevolezza alla natura piemontese, abbiamo parlato di ambiente e biodiversità con Gianfranco Marengo, presidente del Parco del Monviso.

“I dati sulla biodiversità in Piemonte ci dicono che…”

Lui lo rincontreremo sul sentiero.

Sono andata in giro per prati e boschi con quattro espertissime guide naturalistiche. “Cosa fa una guida naturalistica? Illustra e valorizza specificità ambientali locali e fornisce nozioni generali su folclore, tradizioni, storia...”, mi dice Tiziana Di Martino, una delle mie guide della giornata.

Il Piemonte ospita 95 parchi e riserve naturali, tra cui i Parchi Nazionali del Gran Paradiso, in provincia di Torino, e della Val Grande nel Verbano Cusio Ossola (la più grande area naturale incontaminata di tutta Italia).

Insieme coprono una superficie complessiva di 255.014 ettari, pari al 7,9% dell'intero territorio piemontese. Con 152 siti su 403.809 ettari, pari al 15,9% di tutto il territorio, il Piemonte fa parte di Rete Natura 2000, rete ecologica per la tutela della biodiversità promossa dall’Unione Europea.

“Le Alpi sud occidentali sono l’area che ospita la più elevata floristica e il maggior numero di specie endemiche rare della flora di alta montagna di tutte le Alpi”, spiega Gianfranco Marengo.

“La flora piemontese è particolarmente ricca...”

Il Piemonte te lo puoi girare a piedi, in moto, in bicicletta, a cavallo o su un unicorno se vuoi... Lungo i 16.000 km di sentieri escursionistici accessibili per tutte le età e per tutti i livelli di esperienza all’aperto. Solo non scordarti l’abbigliamento giusto, come ovviamente ho fatto io.

Acqua

Qui ci sono anche molte acque e zone umide, elementi che rappresentano uno degli ecosistemi più importanti sulla Terra per il mantenimento degli equilibri ambientali. Per esempio, ci sono le zone umide naturali e seminaturali: pensa ai laghi e alle sorgenti. E poi quelle artificiali, come le risaie e i laghi di cava.

Vela, windsurf, sci nautico, wakeboard e immersione subacquea nei laghi come quello Maggiore, d’Orta o di Avigliana. Ma anche hydrospeed, rafting, kayak, pagaia, canoa nella terra selvaggia dell’Alta Valsesia e del Cuneese … Puoi fare tutto, nel totale rispetto dell'ambiente.

Courtesy of: Francesca Faggio

Le potenti acque della Dora Baltea sono state persino ribattezzate il “Colorado d’Europa” e hanno ospitato i Campionati del mondo di canoa. Dove la Dora Baltea scorre nel centro di Ivrea troviamo lo Stadio naturale, sede di allenamento e di gare internazionali.

Courtesy of: Ugo Albarello
Courtesy of: ATL Novara

Per esplorare le acque della regione, puoi persino percorrere un intero pezzo del Piemonte in bici a pelo d’acqua. 200 km di pedalate che attraversano l’anima liquida della regione, unendo la Svizzera e l’Italia: dal Rodano, che scorre nel Vallese, fino al Toce nel Verbano Cusio Ossola, passando per il Lago d'Orta, poi nella Valle del Ticino e infine tra le risaie della Bassa Novarese e i loro canali irrigui.

Ma l’acqua del Piemonte si beve anche, grazie a tutte le fonti di acque minerali, sorgenti e termali di cui la regione detiene il record Italiano.

Come si trova l’acqua potabile? “Si va alla ricerca delle captazioni in montagna: con degli strumenti si può rilevare la possibilità che ci siano delle vene di acqua nel sottosuolo, in genere tracciate sulle mappe militari,” spiega Mario Damilano, presidente dell’azienda che produce l’acqua minerale Valmora.

Aria

Guarda su. Cosa vedi? Pensare all’aria effettivamente è difficile, dato che non si sa neanche troppo bene com’è fatta. Ma dal cielo l’aria la senti proprio sulla pelle…E allora andiamo a conoscere chi può insegnarci a volare.

In Piemonte ci sono oltre 387 specie di uccelli, tante. Ma ce ne sono alcune più speciali di altre. Nel 2018 è passata una sentenza storica - così l’hanno chiamata gli ambientalisti - che ha aggiunto quindici specie di uccelli alla lista di animali non cacciabili in Piemonte, ma che vengono considerati cacciabili dalla legge nazionale. Quali sono? Fischione, canapiglia, mestolone, codone, marzaiola, folaga, porciglione, frullino, pavoncella, combattente, moriglione, allodola, merlo, pernice bianca.

Courtesy of: Club Barbagianni Biella

Nel nostro viaggio abbiamo anche conosciuto i barbagianni... ma non quelli che vi state immaginando. A Biella i Barbagianni sono un gruppo di persone che si sono poste la sfida di volare tra le montagne, proprio come i loro omonimi, con il parapendio.

“Un volo in parapendio ti permette di provare in sicurezza l'emozione di volare, sostenuti dal vento, salendo nel cielo in completa armonia con la natura e godendo del panorama,” spiega Roberto Magliola dei Barbagianni. “La meraviglia continua quando voli sopra a boschi, sentieri, torrenti, piccoli borghi, colline e dolcemente sorvoli la pianura fino al punto di atterraggio.”

Courtesy of: Slowfly

Nel nostro viaggio naturale siamo andati anche a scoprire la capitale italiana delle mongolfiere, Mondovì, unica città che ha persino una mongolfiera istituzionale rappresentativa. Qui Paolo Gionni, direttore di SlowFly, racconta cosa succede quando si vola in mongolfiera.

“Il fascino del volo e di tutto quello che ruota intorno alla mongolfiera è stupendo”, spiega Gionni. “C'è tutta la fase di preparazione e gonfiaggio, che dura circa mezz'ora. Poi si sale in cesta (dopo un briefing di sicurezza) e si decolla piano piano. Pensa che, anche per chi teme un po’ l’altezza, in mongolfiera non si soffre di vertigini!”

Il volo in mongolfiera è completamente guidato dalle correnti del vento, quindi si va dove decide il vento. A Mondovì si riesce a salire oltre i duemila metri d’altezza, oltrepassando persino le nubi. “Tocchi la nube con la mano, senti il profumo della sua aria”, ci spiega Gionni.

Fuoco

Oltre la natura e l’avventura, grazie ai quattro elementi si riescono a scoprire anche storie di cultura secolare e tradizioni.

In primis, il fuoco ha dato vita alla storia delle carbonaie piemontesi, che a loro volta davano vita a intere comunità montane della regione prima dell’avvento dell'elettricità. Infatti, nel territorio della Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, c’erano i "Charbounii" che, letteralmente, domavano terra e fuoco per ottenere del modesto “oro nero”. Il carbonaio faceva una vita solitaria in mezzo ai boschi, immerso nella natura, utilizzando la sua grande capacità di riconoscere le varie essenze forestali per trovare quelle giusta da bruciare in carbone.

Della storica pratica dei carbonai si trovano tracce in giro per tutte le montagne del Piemonte: le piazzole circolari dove si costruivano “castelli” di carbone sono scovabili passeggiando in questi boschi. Oggi c'è un intero percorso che si può fare per scoprire questo mondo, gestito dall’Ecomuseo delle carbonaie.

Il fuoco non è stato solo quello che procurava da vivere a tanti paesi, ma un simbolo di feste e gioia per una di queste comunità in particolare. E allora andiamo ad accendere un falò con una comunità per la quale il fuoco non è solo un divertimento e un bel modo per scaldarsi, ma una tradizione sentita.

La sera del 16 febbraio nei villaggi delle Valli Valdesi si accendono dei falò e “fuochi di gioia” per festeggiare il giorno in cui, storicamente, alla minoranza valdese vennero concessi i diritti civili.

Abbiamo parlato di questa tradizione con Davide Rosso, direttore della Fondazione Culturale Valdese.


Courtesy of: Fondazione Valdese

Ma Marengo torna per ricordarmi che tutta questa natura e biodiversità potrebbe essere in pericolo se non ce ne prendiamo cura.

“Purtroppo la biodiversità…”

Questo vale anche per chi di voi vive in città, che è un altro luogo dove il verde della natura può essere rigoglioso. Qui puoi vedere, dal 2013 al 2017, tutto il verde urbano che cresce nelle province della regione.

Scoprirai di piu su queste e altre città di spicco nella prossima puntata del viaggio in Piemonte di Crossroads. Per ora, speriamo di averti aiutato a trovare il tuo elemento nella natura.

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Supervision: Francesca Simili
Production: Sofia Quaglia

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