«Sofri non si sottrasse al carcere. Battisti ha danneggiato il garantismo»: l’intervista a Eligio Resta

Le notizie dell’arresto e dell’immediato ritorno in Italia di Cesare Battisti dopo decenni di latitanza hanno scatenato un asprissimo dibattito politico che ha visto la contrapposizione del fronte garantista contro quello più giustizialista. Secondo il professore di Filosofia del diritto e Sociologia del diritto Eligio Resta, però, la vera vittima del caso Battisti è il garantismo

L'arresto di Cesare Battisti e il ritorno in Italia dopo decenni di latitanza in Francia prima e in Brasile poi, sta facendo molto discutere. L'ex terrorista dei Pac è atterrato all'aeroporto di Ciampino ed è stato immediatamente scortato in carcere. Condannato in contumacia all'ergastolo per quattro omicidi realizzati nei cosiddetti "Anni di piombo", Battisti è sempre riuscito aevitare la custodia in carcere in Italia usufruendo dell'aiuto politico del presidente francese Mitterand e del presidente brasiliano Lula, che hanno sempre negato l'estradizione.

Con l'elezione di Bolsonaro a presidente del Brasile, però, il quadro politico per Battisti è cambiato: Bolsonaro, infatti, già in campagna elettorale aveva assicurato al governo italiano che in caso di elezione si sarebbe prodigato a sbloccare l'iter per l'estradizione di Battisti. Battisti è fuggito dal Brasile subito dopo l'elezione di Bolsonaroma dopo qualche settimana è stato trovato e arrestato da un pool dell'Interpol coordinato da investigatori italiani.

Per capire meglio i risvolti giuridici e politici della questione, OPEN ha intervistatoil professore emerito di Filosofia del diritto presso la Facoltà di giurisprudenza dell'Università degli studi "Roma Tre", Eligio Resta.

Professor Resta, che idea si è fatto dell'arresto di Battisti e soprattutto dell'attenzionemediaticache si è scatenataintorno alla sua cattura?

Innanzitutto non si tratta di un caso nuovo, il richiamo mediatico ormai fa parte di un costume politico in cui la giustizia diventa elemento di scambio politico. Questo è un fatto davvero increscioso perché fa parte di un'idea di malcelata giustizia. La giustizia non è vendetta ma non è neanche meccanismo di scambio. Il terrorismo in Italia è statovintoattraverso meccanismi giudiziari che sono fondamentalmente garantisti. Certo, ci può essere stato qualche particolare inasprimento in quegli anni, ma in genere l'epoca del terrorismo è statasuperatagrazie a meccanismi di garanzia. Ora, io credo che un Paese che vuole superare un passato tragico, com'è quello degli anni del terrorismo, deve ricordare e non deve dimenticare, perché dimenticare vuol dire rimuovere. Credo che il peggior danno che Battisti ha potuto fare al sistema italiano è quello nei confronti del garantismo, cioè quel grande movimento che era sempre attento alle garanzie anche di fronte al terrorismo. Va ricordato che ci sono dei casi diversi rispetto a quello di Battisti.

Per esempio?

Per esempio quello di Adriano Sofri (l'ex leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere in qualità di mandantedell'omicidiodel commissario di poliziaLuigi Calabresi, ndr)che ha accettato di andare in carcere per espiazione, ma anche sostanzialmente per non deludere la giustizia, non soltanto la giustizia esteriore ma anche e soprattutto la giustizia interiore. C'è da sempre in questi casi il vecchio modello filosofico:l'apologia di Socrate. Socrate, quando viene accusato dagli Arconti della città di essere empio, dice che lui dovrà accettare la condanna per dimostrare l'ingiustizia della città. Se invece scapperà, dimostrerà che la sua è stata una condotta ingiusta. A quel punto i suoi gli chieserodi patteggiare la pena o di rivolgersi alla misericordia dei giudici, ma lui rispose: "No, io voglio giudici e non uomini".

Battisti invece è scappato

C'è stata grande propaganda nell'idea che Battisti siastata una vittima del sistema penale italiano, un' ideologia che ha finito per farlo coprire da tutti i servizi segreti e degli Stati, ma è stata una mera rappresentazione ideologica. Bisogna imputare al sistema penale le ingiustizienon sottraendosi ma mettendole in evidenza. E dunque è questa la differenza tra il garantismo e una richiesta di vendetta. In questi momenti in Italia sembra invece preponderante l'elemento della giustizia come scambio politico con la paura e la forte presenza della sovranità dello Stato come coagulo. Ora, non c'è mai stato un problema di sovranità popolare, semplicemente non era possibile attivare la rogatoria perché gli stati si opponevano attraverso mille sotterfugi. Io penso che il garantismo sia stata la vera vittima del caso Battisti.

Ecco, ora il problema è esattamente questo: il garantismo può essere esercitato soltanto se ci sono dei meccanismi che attivano la responsabilità penale e non può mai essere una richiesta di impunità e proprio questo è il vero dramma che ha attraversato l'Italia e la grande battaglia su cui bisogna insistere. Sottrarsi alla giustizia non è mai stato un diritto fondamentale. Certo, in Thomas Hobbes c'è il tema del sottrarsi alle proprie catene, ma sono quelle della prepotenza e dell'usurpazione, non quelle della legge e della giustizia.

A differenza di Sofri, però, Battisti è stato condannato in contumacia

Per quanto la condanna sia stata contumaciale, la difesa contro le eventuali ingiustizie è stata assicurata dalle normali prassi processuali, cioè bisogna chiedere semmai la revisione del processo, portare teste a discarico. La propaganda ideologica non va bene né in un caso né nell'altro: il diritto moderno separa il diritto dalla morale e questo ci porta anche a dire che non è legittima una ridondanza del dibattito pubblico su questi temi. L'idea di scappare non è sicuramente un diritto del condannato, a meno che uno non voglia sostenere che in Italia abbiamo una giustizia ingiusta. In qualche caso è accaduto, mail terrorismo è stato battuto attraverso una prassi penale abbastanza garantista. Certo, la legislazione d'emergenza c'è stata ma nonostante la legislazione d'emergenza le prassi giudiziarie sono state abbastanza garantiste.

Che cosa pensa di questa "estradizione lampo" che ha portato alla consegna di Battisti alle autorità italiane in tempi record?

L'estradizione lampo è dipesa dal cambiamento avvenuto in Brasile. Anche nella precedente gestione Lula, io ricordo che la Corte Suprema brasiliana aveva discusso molto sulla posizione di Battisti e c'erano delle opinioni fortemente contrastanti. Alla fine ha avuto la meglio scelta ideologica e politica, che come tutte le scelte ideologiche non ha tenuto conto della realtà dei fatti. Questa accelerazione può essere anchestata provocatada qualche altro scambio politico sotterraneo, perché io non riesco davvero a motivare questa accelerazione forte se non con uno scambio politico, elemento che ancora una volta con la giustizia si trova in forte contrasto.Non si può barattare la giustizia attraverso scambi politici, il problema è sempre quello.

In giro per il mondo ci sono ancora ex terroristi degli "Anni di piombo" in latitanza, ad esempio l'ex Br Alessio Casimirri che dagli anni '80 vivein Nicaragua. Secondo lei cambierà qualcosa anche per loro a livello di estradizione?

Sì, ma tutto dipende dall'aleatorietà delle ideologiepolitiche e dei relativi governi. Se fossimo nella situazione in cui a governare fosse un ordinamento giuridico internazionale, potremmo essere più tranquilli.