Viaggio in 15 canzoni: parole e note per ricordare Luigi Tenco

Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967 se ne andava a 28 anni Luigi Tenco, uno dei più importanti cantautori italiani degli anni Sessanta. Open ha selezionato i passi di quindici (più uno) brani per omaggiarlo

Inquieto, buio, malinconico, ribelle e impegnato: Luigi Tenco ci ha lasciato un patrimonio musicale di estrema attualità. Dall’amore al lavoro, passando per la protesta sociale contro la guerra e contro gli “acchiappanuvole”, stretto in una morsa tra la sua vera natura, i suoi pensieri e desideri e le aspettative e i voleri del mondo esterno, spesso troppo soffocanti e annichilenti.


Io sono uno

Io sono uno che non nasconde le sue idee, questo è vero
perché non mi piacciono quelli
che vogliono andare d’accordo con tutti
e che cambiano ogni volta bandiera
per tirare a campare

E se ci diranno

E se ci diranno che è un gran traditore
chi difende la gente di un altro colore
noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara
fare cose di cui ci dovremmo vergognare
noi risponderemo, noi risponderemo
no no no no no no no no no

Come mi vedono gli altri

La mia paura è che a vedere come sono io potrei rimanere deluso

Ognuno è libero

Invece tra voi, ce n’è più di uno
che è vestito bene e pettinato bene
però per bene non è
e questo qualcuno si è messo in testa
che la gente con le buone o con le cattive
deve fare quel che vuole lui
ma ognuno è libero di fare quello che gli va
ognuno è libero di fare quello che gli va

Quando

Quando il mio amore tornerà da me
nell’aria un violino suonerà
la musica dolce scenderà nel mio cuore
ed il tempo si fermerà solo quando
il mio amore tornerà da me

Ho capito che ti amo

Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
un tuo ritardo per sentir svanire in me
l’indifferenza per temere che tu
non venissi più

Lontano, lontano

E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano

Mi sono innamorato di te

Mi sono innamorato di te
e adesso non so neppur’io cosa fare
il giorno mi pento d’averti incontrata
la notte ti vengo a cercare

Io lo so già

Come so già che tu ridi di me,
e di chi come me
non sa chiudere gli occhi,
e di chi come me
non sa dir “Me ne frego”
come fai sempre tu

Vita sociale (Ballata del progresso)

Ma senta, un’ultima cosa vorrei dire
ho giusto diecimila lire
di cui non so proprio che fare.
Va bene, visto che lei insiste tanto
daremo ascolto al sentimento
va bene, passi pure avanti

Cara maestra

Egregio sindaco, mi hanno detto che un giorno
tu gridavi alla gente, vincere o morire
ora vorrei sapere come mai, vinto non hai eppure non sei morto
e al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva né vincere né morire

La ballata della moda

Diceva “Me ne infischio della moda,
ma bevo questa bibita perché mi va”
Ora è l’autunno, Antonio è all’ospedale
intossicato perché beveva troppo
e per servire quel tavolo importante
s’è fatto sostituire dall’amico Pasquale

I miei giorni perduti

I miei giorni perduti ora sono caduti
nel buio così
la tua bocca ho baciato
il mio sogno trovato
perché tu sei qui

Ragazzo mio

Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene
solo quelli che passano la vita a non far niente
no, no, non credere no,
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
non devi credere, no, no, no non invidiare
chi vive lottando invano col mondo di domani

Li vidi tornare

Chiedevo alla gente
quando torneranno
la gente piangeva
senza dirmi niente

E da solo io cantavo
in mezzo ai prati
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ma una sera ad un tratto
chiusi gli occhi e capii
e quella notte in sogno
io li vidi tornare

Ciao amore ciao

Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare
Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao
Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao

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