Ritrovato nel Mar Nero un sottomarino della «flotta perduta» di Hitler

Il modello ritrovato nel Mar Nero, «U-23», appartiene a una serie di 6 sottomarini tedeschi. Prima della fine della Guerra, Hitler ne ordinò la distruzione per evitare che finissero nella mani dei russi

La marina turca ha fatto una scoperta inusuale nel Mar Nero: è stato trovato un sottomarino appartenente alla Kriegsmarine, la marina nazista che durante la Seconda Guerra Mondiale diede la caccia alle imbarcazioni degli alleati in lungo e in largo, dal Mar Nero fino all'Atlantico. 

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Siamo abituati a sentir parlare del ruolo giocato dai sottomarini tedeschi nella Manica e nell'Atlantico. Già durante la Prima Guerra Mondiale, si erano distinti per l'efficacia della loro offensiva sia contro le navi da guerra britanniche, sia nei confronti della Marina commerciale americana. Le perdite americane erano talmente alte da condizionare l'entrata degli Usa nel conflitto mondiale, secondo gli storici. Soltanto nel 1917 i tedeschi riuscirono ad affondare circa 400 imbarcazioni.

Un successo che la Kiregsmarine cercò di ripetere durante la Seconda Guerra Mondiale, riuscendo inizialmente a mettere in grave difficoltà i convogli atlantici, finché gli alleati non riuscirono a usare radar e supporto aereo per proteggersi. A quel punto i sottomarini tedeschi si spostarono in altri mari, dove era più facile incontrare imbarcazioni più vulnerabili. Da qui la presenza dei sottomarini nell'Oceano Indiano ma anche nel Mar Nero, dove prendevano di mira la marina militare russa. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Germania costruì circa 1,162 U-boats, di cui 785 furono distrutte. Il modello ritrovato nel Mar Nero - U-23 – appartiene a una serie di 6 sottomarini tedeschi. Prima della fine della Guerra, Adolf Hitler ne ordinò la distruzione per evitare che finissero nelle mani dei russi: da qui il nome di «flotta perduta». 

Il totale di quelli ritrovati è salito a 5 dopo la scoperta da parte della marina turca nei pressi di Istanbul, a una profondità di 40 metri. Adesso, grazie a un regista turco, il ritrovamento diventerà un documentario.

 

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