Ultimo e le polemiche di Sanremo: «Colpa dell’ansia da prestazione e dell’età»

di OPEN

In un’intervista a Repubblica il cantante commenta il festival in cui è arrivato secondo. Ammette di aver fatto fatica, anche per la giovane età, a gestire la responsabilità che è derivata dall’essere stato acclamato sin da subito come vincitore. E ricorda quando veniva scartato ai talent: «Ma io non ho mai mollato. La vita è troppo breve per non fare quello che desideri»

«Sono arrivato a Sanremo dopo due mesi che sentivo dire che sarei stato il vincitore. La responsabilità con cui ho partecipato è stata molto importante. La musica non può richiedere questo tipo di responsabilità. Non sono stato in grado di gestirla». Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, commenta così a Repubblica i risultati ottenuti al festival di Sanremo. Dove è arrivato secondo, superato all'ultimo momento da Mahmood. Romano, classe 1996, Ultimo è consapevole che la giovane età abbia influito sull'esperienza a Sanremo e sulla sua reazione dopo il festival che ha scatenato polemiche per le parole dette ai giornalisti: «Pago il fatto di avere 23 anni e di essere sempre schietto, nel bene e nel male. Mi è dispiaciuto davvero della strumentalizzazione della parola "ragazzo". Perché se sono razzista io, lo siamo tutti».

Una «strumentalizzazione», che il giovane cantante ha definito una fake news: «Se sui social qualcuno posta un video in cui è in lacrime e dice “tale artista mi ha dato un pugno in faccia”, la cosa diventa virale, e anche se l’artista in quel momento è dall’altra parte del mondo diventa quello che ha picchiato una ragazza. Poi verrà dimostrato che lui era da tutt’altra parte, ma intanto è passato per quello che picchia le ragazze».

Ormai però Sanremo è acqua passata e la testa dell'artista è rivolta al futuro: al suo album