I Bavaresi hanno raccolto quasi due milioni di firme per salvare le api

di Redazione
I Bavaresi hanno raccolto quasi due milioni di firme per salvare le api

In una giornata gelida quasi un quarto della popolazione del land più ricco della Germania ha votato per salvare le api bavaresi. Adesso il parlamento, il Governatore conservatore e gli agricoltori dovranno fare i conti con loro

Vi ricordate l'onda verde in Bavaria? Ad ottobre 2018, nel land più ricco della Germania, a ridosso delle Alpi, il partito dei Verdi era riuscito a ottenere un risultato storico, arrivando secondo con il 18 per cento delle preferenze e scardinando il monopolio dell'Unione Cristiano Sociale bavarese, il partito gemello del CDU di Angela Merkel, che durava da circa 60 anni.

I risultati adesso cominciano ad arrivare. Una minoranza determinata di cittadini bavaresi è riuscita a imporre un referendum che ha come obiettivo nientemeno che salvare i pollinatori per eccellenza, le api, dalle quali dipende circa il 70 per cento dell'agricoltura mondiale.

Alla raccolta firme hanno partecipato il 18,4 per cento dei residenti del land – sarà un caso? – stabilendo un nuovo record di partecipazione in Bavaria. Adesso il Parlamento bavarese dovrà fare i conti con la loro richiesta: accogliere la proposta, respingerla e far votare i bavaresi, controbattere con una nuova proposta di legge oppure trovare una sintesi.

In ogni caso la loro iniziativa non si spegnerà nel nulla: il Parlamento adesso ha tre mesi per valutare cosa fare. Le conseguenze, a livello pratico (ambientale, sociale ed economico) potrebbero essere diverse. Per le api bavaresi, innanzitutto, potrebbe voler dire fermare i fattori che secondo i promotori del referendum, il Bund Naturschutz, hanno dimezzato la popolazione di api negli ultimi trent'anni.

Dalla parte degli scontenti non ci sono soltanto il Governatore conservatore del land Markus Söder, ma anche gli agricoltori, i quali potrebbero vedersi costretti a fare a meno dei pesticidi e ad adottare tecniche di coltivazione bio, aumentando dal 10 al 30 percento la proporzione delle terre coltivate in modo organico.