Tutta la storia del ponte Las Tienditas bloccato da Maduro

di David Puente
Tutta la storia del ponte Las Tienditas bloccato da Maduro

La foto del ponte Las Tienditas e dei container posti per bloccare gli aiuti umanitari dalla Colombia al Venezuela è una bufala? Ecco la storia del ponte dal 2016 ad oggi.

Mercoledì 6 febbraio 2019 il Segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo pubblica su Twitter una foto del ponte Las Tienditas, che collega il Venezuela con la Colombia, bloccato in tutte le sue tre corsie da due container azzurri e da una autocisterna arancione. Il principale accusato diventa il governo di Nicolas Maduro, ritenuto colpevole nel voler bloccare l’arrivo degli aiuti umanitari dal confine colombiano.

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Il tweet del Sottosegretario americano Pompeo.

Il ponte, ultimato nel 2016 e costato al Venezuela 32 milioni di dollari, non è mai stato inaugurato a causa del conflitto politico tra i due paesi iniziato nel 2015, ma ciò non significa che non sia mai stato usato per il passaggio di merci. Gli interessi economici del mercato nero e del contrabbando sono stati i principali motivi dell’apertura notturna del ponte, grazie anche ai militari corrotti che anziché vigilare i confini permettevano il passaggio dei mezzi – rigorosamente a luci spente – in cambio di mazzette.

Proprio per questo motivo il ponte venne bloccato dal lato colombiano da prima del posizionamento dei due container azzurri e l’autocisterna arancione da parte del governo venezuelano. Il contrabbando non è una novità tra i due paesi, ma neanche l’immigrazione irregolare dei cittadini venezuelani diretti verso la Colombia.

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Infografica di Elcolombiano.com con i tre ponti internazionali tra Venezuela e Colombia. In mezzo il ponte Las Tienditas.

Il ponte Las Tienditas era stato individuato fin dai primi giorni di febbraio 2019 come punto dove far passare gli aiuti umanitari a favore dell’opposizione di Juan Guaidó, dalla Colombia al Venezuela. Il centro di raccolta degli aiuti umanitari, gestito dall’ente governativo colombiano UNGDR (“Unidad Nacional de Gestión de Riesgo de Desastres”) si trova proprio nelle vicinanze del ponte dove, il 5 febbraio 2019, uno dei loro mezzi ha oltrepassato il primo blocco colombiano.

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I due lati del ponte.

Le tentate smentite

Il 7 febbraio 2019 il sito Misionverdad.com - che si presenta come gruppo indipendente che studia la guerra contro il Venezuela - aveva etichettato come «fake news» la vicenda dei container nel ponte Las Tienditas sulla base del fatto che il ponte non è mai entrato in funzione. La stessa teoria è stata riportata dal vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela Diosdado Cabello in diretta TV il giorno prima (6 febbraio 2019) rispondendo al tweet del senatore americano Marco Rubio con l'ammissione di colpa: «se ti stai burlando di noi perché abbiamo messo dei container.. se vieni ci sarà una guerra irregolare, preparati per quello che succederà».

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Il sito "Mision Verdad" che cerca di smentire il blocco del ponte con informazioni parziali.

L’otto febbraio 2019 su Medium è stato pubblicato un articolo dove si sostiene che la foto dei container sia stata diffusa sui media dopo la pubblicazione da parte del Segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo, ma le prime foto circolarono il 5 febbraio – il giorno prima del suo tweet – e riportavano solo la cisterna arancione.

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L'articolo del 5 febbraio de La Opinion con la foto della cisterna arancione.

Il blogger su Medium sostiene che il primo a porre un blocco nel ponte sia stato il Governo colombiano con il recinto metallico e che a dimostrarlo sarebbe una foto pubblicata su Google Maps nel 2017. L’autore pone la domanda al lettore: «il ponte era realmente bloccato dal Venezuela o è stato bloccato dalla Colombia?». Detta così verrebbe da rispondere la seconda opzione, ma l'installazione di quel blocco riguardava altri fattori come lo stesso confine tra i due paesi.

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La foto pubblicata nel 2017 su Google Maps con il recinto metallico posto dal fronte colombiano del ponte Las Tienditas.

Quel recinto metallico era stato aperto in passato, confermando ulteriormente che il ponte era stato più volte utilizzato anche in ambiti istituzionali. Infatti, nel 2016 i governatori di entrambe le regioni confinanti – Norte de Santander e Estado Tachira - si erano incontrati nel recinto aperto per l'occasione con l'obiettivo di giungere ad un accordo per la sua inaugurazione.

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William Villamizar Laguado e José Vielma Mora, governatori delle due regioni confinanti tra Colombia e Venezuela, nel 2016 si incontrarono nel ponte.

Su Twitter c'è chi cerca di smentire ulteriormente l'opera del Governo venezuelano riportando i confini nella foto al fine di sostenere che i container erano stati messi dalla Colombia e non dal Venezuela, ma dai video che circolano online è ben visibile la presenza dei militari venezuelano a pochi metri dai container, proprio perché quello è il confine posto già nel 2016.

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I militari venezuelani operano tranquillamente fino al luogo dove sono situati i container.