Perché esistono sentenze sui danni da vaccini?

di Juanne Pili

Se non esistono prove scientifiche sui presunti danni da vaccino, perché certi tribunali hanno dato ragione ai NoVax? 

C’è un problema di comunicazione tra giustizia e scienza che dovrebbe essere colmato, prima di indignarci per la minaccia della riluttanza ai vaccini. Non è possibile infatti fare un’informazione efficace sull’importanza di tenere alte le coperture vaccinali, se poi le organizzazioni NoVax possono sbandierare sentenze «shock» come quella del febbraio scorso, con il Tar dell’Emilia Romagna che condanna il ministero della Salute a risarcire una coppia modenese, convinta che il figlio sia stato reso disabile dal vaccino esavalente. Memorabile il commento del virologo Roberto Burioni su Facebook:

https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031/2890898254468672/?type=3&theater​​​​​​​

Se i tribunali contraddicono la scienza

Nel post Burioni riporta anche un articolo scientifico pubblicato nel 2007, dove si spiega perché l’encefalopatia (riscontrata anche nel figlio della coppia modenese) non può essere in nessun modo collegata alle vaccinazioni.

Del resto siamo stati abituati a sentenze più curiose, come quella sui presunti danni che provocherebbero le onde elettromagnetiche dei cellulari. Sappiamo che non è solo un problema italiano, anche negli Stati Uniti nei bugiardini dei farmaci si è arrivati a inserire davvero «di tutto», pur di non incorrere in sentenze che non sembrano proprio intrise di cultura scientifica.

Così tra gli effetti collaterali possiamo trovare anche «incidenti stradali» e «annegamenti». Per capire le ragioni di queste sentenze può venirci in aiuto il caso di una bambina di Catanzaro, con presunti danni da vaccino. Il ministero della Salute riconobbe un risarcimento con le seguenti motivazioni:

Non è possibile escludere il nesso tra la vaccinazione per orecchioni, morbillo e rosolia (Mmr) e l’infermità neurologica … Questo dunque il ragionamento: poiché non si trovano altre cause per la malattia, è possibile che sia stato il vaccino a innescarla.

Nel caso delle onde elettromagnetiche e dei danni di un uso «improprio» dei cellulari abbiamo potuto leggere direttamente le motivazioni della sentenza:

Nel corso del giudizio, l’Associazione ricorrente ha prodotto alcuni documenti tratti dalla letteratura scientifica, dai quali emerge che l’utilizzazione inadeguata dei telefoni cellulari o cordless, comportando l’esposizione di parti sensibili del corpo umano ai campi elettromagnetici, può avere effetti nocivi per la salute umana, soprattutto con riguardo ai soggetti più giovani e, quindi, più vulnerabili, potendo incidere negativamente sul loro sviluppo psico – fisico. Orbene, i rischi per la salute paventati dall’Associazione ricorrente non sono stati efficacemente contestati dalle Amministrazioni resistenti, che si sono limitate ad invocare l’inammissibilità anche di questa seconda richiesta.

Quei seicento indennizzi per danni da vaccino

Da almeno cinque anni continuano a essere sbandierati i presunti «631 casi di danni irreversibili da vaccino». Tutto è partito da una associazione di assistenza legale, il Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino (Condav). Si è parlato anche di una «Giornata Nazionale per ricordare le vittime dei vaccini», non riconosciuta dal nostro Stato.

Lungi dall’esprimere giudizio su come sono state prodotte certe sentenze, di sicuro sappiamo che un problema nei rapporti tra giustizia e scienza esiste e dovrebbe essere risolto. Del resto in sede penale qualcosa si sta già muovendo, come nella recente sentenza della Cassazione, dove si riconosce l’infondatezza della correlazione tra vaccini e autismo.