Unicef: «Solo nel 2018 in Siria sono stati uccisi 1.106 bambini nei combattimenti»

Tra le principali cause, le mine antiuomo inesplose durante il conflitto e gli attacchi a strutture scolastiche e sanitarie. Ma il numero dei bambini morti potrebbe essere più alto

La guerra in Siria è cominciatanel marzo 2011 con una rivolta contro il governodi Bashar al-Assad: dopo le prime dimostrazioni pacifiche, la protestaè degeneratain un conflitto devastante e sanguinoso, in cui, oltre alle milizie locali e regionali, sono intervenute anche forze militari di altri Paesi.Sono oltre sei milioni i profughi fuggiti dalla Siria(per lo più nei Paesi limitrofi) dall’inizio del conflitto, mentre le vittime sono tra le 350mila e il mezzo milione di morti, tra cui molti bambini.

https://twitter.com/statuses/1104902418855280641

Soltanto nel 2018, secondo l'Unicef, 1.106 bambini sono rimastistati uccisi nei combattimenti, «il più alto numero dall’inizio della guerra. Questi sonoi numeri che l’Onu è stato in grado di verificare, ma le cifre reali sono probabilmente molto più alte»: queste le parole della direttrice generale dell'Unicef, HenriettaFore, a margine della terza conferenza dei donatori che si riunirà il 12 marzo 2019 a Bruxelles.

https://twitter.com/statuses/1104895684615065611

La situazione in Siria

Sonooltre 4 milioni i bambini che – secondo il rapporto «Un domani migliore: la voce dei bambini siriani»-non hanno visto nulla se non la guerra e oltre il 30% di essi soffre di forti stati d’ansia e d’angoscia. Tra di loro 2,5 milioni di bambini risultano esseresfollati all'interno della stessa Siria:«Molte famiglie non possono mandare i propri figli a scuola e, con poche opportunità di guadagno, stanno scegliendo soluzioni negative tra cui il lavoro minorile e il matrimonio infantile per farcela», riferisce l'Unicef.

Le zone di maggiore rischio

«Oggi c’è un allarmante equivoco: che il conflitto in Siria stia rapidamente per concludersi. Non è così. I bambini in alcune parti del Paese rimangono in pericolo come in qualsiasi altro momento durante gli otto anni di conflitto. Sono particolarmente preoccupata per la situazione nella Siria nordoccidentale di Idlib, dove un’intensificazione della violenza ha ucciso 59 bambini solo nelle ultime settimane», aggiunge la Fore.

Unicef: «Solo nel 2018 in Siria sono stati uccisi 1.106 bambini nei combattimenti» foto 1

Vaccinazioni nel campo di Rukban, vicino al confine con la Giordania

«I bambini e le famiglie nelle terre di nessuno continuano a vivere nel limbo. La situazione delle famiglie di Rukban, vicino al confine giordano, continua ad essere disperata, con accesso limitato a cibo, acqua, riparo, assistenza sanitaria e istruzione»: in quest'area, controllata dagli Stati Uniti, si trovano più di 40.000sfollati siriani, per lo più donne e bambini, le cui condizioni son state considerate «deteriorate e preoccupanti» in un rapporto della World Health Organization.

Unicef: «Solo nel 2018 in Siria sono stati uccisi 1.106 bambini nei combattimenti» foto 2

Un bambino nel campo di Al-Hol, nel nord-est della Siria. – Credits: news.un.org

«Sono anche allarmata dal peggioramento delle condizioni del campo di Al Hol, nel nord-est del Paese, dove vivono più di 65.000 persone, tra cui si stima che ci siano 240 bambini non accompagnati o separati.Da gennaio di quest’anno, quasi 60 bambini sono morti lungo i 300 chilometri di cammino da Baghouz al campo».

Le cause principali delle morti dei bambini in Siria

Tra le cause principali delle morti dei minori in Siria ci sono anzitutto le mine antiuomo che «rappresentano ora la principale causa di vittime tra i bambini in tutto il Paese, con 434 morti e feriti causati da ordigni inesplosi l’anno scorso». Nel 2018 sono stati segnalati anche «262 attacchi contro le strutture scolastiche e sanitarie, anch’essi a livelli record».

L’appello di Unicef

«All’inizio del nono anno di guerra, l’Unicefricorda ancora una volta alle parti in conflitto e alla comunità globale che sono i bambini che hanno sofferto di più e che hanno più da perdere. Ogni giorno in cui il conflitto continua è un altro giorno rubato alla loro infanzia», ha concluso la direttrice.