Trump mette il suo primo veto per difendere il muro con il Messico

di Redazione

Il presidente statunitense per la prima volta da quando si è insediato nella Casa Bianca ha usato il veto per bocciare un provvedimento del Congresso che andava ad annullare la sua dichiarazione di emergenza nazionale

Per il muro con il Messico, Donald Trump sembra essere disposto proprio a tutto. Per la prima volta nel corso della sua presidenza, Trump ha posto il veto a un provvedimento del Congresso che andava ad annullare la sua dichiarazione di emergenza nazionale che serve al magnate per ottenere i soldi per la costruzione del muro. La risoluzione è stata approvata anche con l'appoggio di alcuni repubblicani. Il Congresso può superare il veto, ma ha bisogno della maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere. «Il Congresso ha la libertà di approvare questa risoluzione e io ho il dovere di mettere il veto», ha detto Trump e ha definito il provvedimento «pericolo e sconsiderato». Ora che Trump ha deciso di sperimentare lo strumento del veto chissà che la situazione non gli sfugga di mano come con i tweet. Il presidente ha già annunciato infatti di voler porre un secondo veto: sulla risoluzione del Congresso che mette fine al sostegno Usa alla coalizione guidata da Riad nel conflitto in Yemen. 

Lo scorso febbraio Donald Trump ha dichiarato l'emergenza nazionale per aggirare il Congresso che non gli ha voluto concedere i 5,7 miliardi per il muro. Conflitto, quello tra Trump e il Congresso, che aveva gettato gli Stati Uniti nello shutdown più lungo della storia. Il Senato Usa ha bocciato però la dichiarazione di Trump e questo ha spinto il presidente a porre il veto. Per la bocciatura hanno votato anche 12 repubblicani: una vera sconfitta per Donald Trump. A nulla sono serviti i tentativi di persuasione del presidente Usa che aveva detto ai repubblicani che votando contro di lui si schieravano dalla parte di Nancy Pelosi, la speaker dei democratici alla Camera. Ora bisogna vedere se il Congresso troverà l'ampia maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere per respingere il veto del Presidente, per ora i numeri non sembrano esserci.