Gli 007 preoccupati dal caso 5G: «Nato pronta a interrompere l’invio all’Italia dei cablo cifrati»

I rappresentanti del Patto atlantico in Europa puntano i piedi, minacciando di raffreddare la cooperazione anche in tema di sicurezza. E il governo italiano prepara un piano B

Sono passati giorni dalle dichiarazioni del segretario di Stato Usa Mike Pompeo ad Agi sugli accordi che l’Italia sta facendo sulla Via della Seta. Eppure la preoccupazione degli apparati di sicurezza non passa, anzi. Soprattutto dopo cheil 13 marzoil comandante Nato in Europa, Curtis Scaparrotti, ha dichiarato di voler interrompere le comunicazioni di sicurezza con la Germania se Berlino dovesse firmare un’intesacon Huawei. Un accordo molto simile a quello che l’azienda cinese ha con l’Italia per realizzare la rete 5G.

Cosa c’entra la Via della seta?

Al momento il governo sta discutendo al proprio interno su un accordo a tutto campo, sugli scambi commerciali (in particolare via mare) che con l’appalto per la realizzazione del 5Gnon c’entra. Almeno formalmente. L’accordo commerciale, rivisto e circolato in una nuova versione (pare dopo la supervisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella)è ampio e si incrocia con gli obiettivi “strategici” della super potenza orientale. Per dirla in estrema sintesi: l’Europa non lo vede di buon occhio e altrettanto fa il titolare del Viminale, Matteo Salvini anche se il vertice del 15 marzo si è chiuso con un’intesa, mediata da Conte che pare destinata a reggere: tra i punti fondamentali c’è proprio l’esclusione chiara di temi strategici, relativi alle infrastrutture (in teoria anche telematiche) dal Memorandum che potrebbe essere firmato tra 10 giorni con Xi Jin Ping.

Per quel che riguarda la rete 5G e la gara europea che Di Maio tiene a concludere rapidamente, il problema, dicono gli esperti, ètecnico. Attraverso i router del colosso cinese passerebbe ogni tipo di comunicazione istituzionale, anche quelle più riservate. La cosiddetta Panic room della Presidenza del consiglio sarebbe cablata con la rete 5Gcinesee pure, ed è questa la parte rimasta finora lontana dai riflettori, i “cablo” (che poi ovviamente cablo non sono più) riservati provenienti dalla Nato.

Il rischio sicurezza per i cablo riservati

«Questa è la minaccia più insidiosa nascosta nel messaggio di Pompeo come in quello di Curtis Scaparrotti – rivela uno 007 – la Nato fa capire, come ha già detto alla Germania, che se le comunicazioni italiane saranno cablate da Huawei potrebbero non inviarci più le informazioni considerate altamente sensibili. Diventerebbe un problema di sicurezza nazionale non indifferente».

Gli 007 preoccupati dal caso 5G: «Nato pronta a interrompere l'invio all'Italia dei cablo cifrati» foto 1

Ansa|Curtis Scaparrotti

L’intesa con Huawei è stata anche al centro dell’audizione del premier Giuseppe Conte da parte del Comitato parlamentare sui servizi segreti, il 12 marzo. Un incontro che Conte ha concluso con la promessa di tornare presto ad essere ascoltato e che ha lasciato preoccupati anche alcuni membri del comitato.

Uno di questi è il senatore Alfredo Urso, di Forza Italia: «Non mi sento tranquillizzato da quello che ha detto il premier, spero che torni presto a riferire ulteriori dettagli. E anzi, a questo punto chiedo con urgenza che venga a riferire anche il titolare dell’Economia, Giovanni Tria».

Il piano dell’Italia

Stando a quelloche è filtrato finora, Conte ha confermato che nel progetto attuale la rete 5G sarebbe effettivamente affidata a Huawei in ogni sua parte. Tant’è che ora il governo punta a mettere un freno. Le mosse principali sono due:

  1. Come spiegava La Stampa nell’edizione del 14 marzo, la prima strategia è quella di rivedere la legge sulla Golden share nella parte che riguarda le infrastrutture più significative per la sicurezza nazionale e dunque, ad esempio, le comunicazioni.
  2. La seconda è rivedere ilMemorandum of understandingdedicato principalmente alla Via della seta che dovrebbe essere firmato la prossima settimana, quando il presidente Xi Jin Ping visiterà l’Italia. L’obiettivo è eliminare ogni riferimento all’interoperabilità per quel che riguarda gli apparati di sicurezza e, ancora una volta, le comunicazioni.In questo modo sarà possibiletenere separati gli accordi economici in discussione e il caso 5G.

Luigi Di Maio ha dichiarato che è impossibile escludere il colosso cinese dalla gara.Anche perché senza Huawei potrebbe diventare molto difficile realizzare la nuova infrastruttura digitale.

Gli 007 preoccupati dal caso 5G: «Nato pronta a interrompere l'invio all'Italia dei cablo cifrati» foto 2

Ansa|Jens Stoltenberg

Lo stop della Nato

Tutto risolto? Non esattamente. Anzi, la partita si annuncia complessa. Il 14 marzo, interrogato dai cronisti, il segretario generale dell’Alleanza atlantica,Jens Stoltenberg, non ha fatto passi indietro, anzi: «Èin corso una consultazione, incluso sugli aspetti della sicurezza degli investimenti nelle reti 5G. So che questa è una questione che viene affrontata in molte capitali dell’Alleanza. Riguarda in parte economia e commercio, ma ha anche implicazioni potenziali per la sicurezza. Per questo ora valuteremo e vedremo come la Nato ed i suoi alleati possono affrontare al meglio le sfide che derivano da investimenti nelle infrastrutture 5G».l

Leggi anche: