Unioni civili, sì al primo assegno di divorzio tra donne

Il tribunale di Pordenone ha previsto un contributo di 350 euro al mese a carico della coniuge economicamente più forte. «Mi fa piacere leggere che un tribunale abbia applicato la legge sulle unioni civili anche in sede di scioglimento»  ha detto la senatrice Pd Monica Cirinnà

Per la prima volta in Italia è stato riconosciuto un assegno di mantenimento in una causa di divorzio tra due donneche si erano unite civilmente nel 2016. Così ha deciso il tribunale di Pordenone prevedendo un contributo di 350 euro al mese a carico della coniuge economicamente più forte che occupa ancora l’abitazione condivisa durante la relazione. «Mi fa piacere leggere che un tribunale ha applicato la legge sulle unioni civili anche in sede di scioglimento» ha detto Monica Cirinnà, senatrice Pd relatrice della legge sulle Unioni civili del 2016, ma anche al centro di recenti polemiche per una foto con un cartello (contro lo slogan «Dio, Patria, Famiglia») durante il corteo dell’8 marzo.

Il giudice ha preso in considerazione soprattutto l’inizio della convivenza e il trasferimento nella casa di proprietà dell’altra coniuge prima dell’unione civile: con il trasferimento da una città a un’altra ci sarebbe stato un ridimensionamento delle sue possibilità di carriera.

Nel provvedimento del tribunale, presieduto dal giudice Gaetano Appierto, si legge che è «altamente verosimile che nel corso della stabile convivenza delle parti in causa, con inizio nell’autunno del 2013, siano state adottate dalla donna economicamente più debole decisioni in ordine al trasferimento della propria residenza e alla attività lavorativa dettate non solo dalla maggior comodità del posto di lavoro rispetto ai luoghi di convivenza (Pordenone piuttosto che Venezia), ma anche dalla necessità di coltivare al meglio la relazione e trascorrere quanto più tempo possibile con la propria compagna».

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