Uguali e diversi, la storia italiana al crocevia

Kean, il giovane campione che segna in nazionale, e Sy, l'autista che minacciava una strage di ragazzini, sono i poli opposti nell'insieme dei "nuovi italiani'. Ci confermano l'ovvio, che nelle vite umane si celano destini diversi, ma anche la constatazione che perfino l'ovvio può dividere. Nessuno chiamerà Kean "l'ivoriano", tanti chiamano Sy "il senegalese".

Qualunque giovane, come sono molti dei lettori di Open, sa benissimo che a scuola, da prima delle elementari e fino all'università, ogni classe e ogni aula è fatta di tanti Riccardo e di tanti Rami, per ricordare due ragazzini che hanno mostrato coraggio e presenza di spirito decisivi durante la vicenda del bus.

E proprio per questo nessun giovane darebbe spazio alla sconcia polemica lanciata sui social a livello capillare, per cui Riccardo sarebbe stato messo in disparte dai media perché biondo e italiano, a favore del Rami "africano".

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Uno degli articoli complottisti che girano in rete

 

Per un giovane che vive in Italia oggi, nell'Italia vera e non in quella sfigurata sul web dagli avvelenatori di pozzi, Riccardo, Rami e tutti gli altri sono naturalmente uguali. E il gioco sporco per cercare di renderli diversi, in nome dell'odio da propagare, o di un sovranismo hard da sostenere, è soltanto una pratica miserevole.

Sul contenimento o l'accoglienza dei migranti si possono avere le idee più diverse, purché in buona fede. Ma non su chi vive, su chi studia, su chi cresce in Italia. «Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere», diceva nel suo celeberrimo discorso Martin Luther King 65 anni fa.

Chiunque lo scrivesse oggi su un social in Italia verrebbe sommerso da commenti pestilenziali, e non mancherebbe il consiglio canzonatorio di farsi eleggere per realizzare quel sogno. E invece è interesse e dovere di tutti realizzarlo, per Rami e per Riccardo che hanno rischiato di morire insieme e insieme stanno crescendo.

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