Vinile, settant’anni fa nasceva il 45 giri

di Giulia Marchina
Vinile, settant'anni fa nasceva il 45 giri

Dagli anni ’50 ad oggi, con una pausa negli anni ’90, il mercato torna a vivere con dati che fanno ben sperare ad un progressivo ritorno alla puntina sul disco

Alcune fonti riportano il 10 gennaio come riferimento, altre il primo febbraio. Altre ancora parlano del 31 marzo. Date diverse, ma con un comune denominatore, l'anno: il 1949. Settant'anni fa nasceva il 45 giri. La verità è che il 31 marzo veniva messo ufficialmente in vendita il primo singolo su un disco a 45 giri. Si tratta di Texarkana Baby del cantante country Eddy Arnold. L'idea era stata della Radio Corporation of America (Rca), lo stesso colosso discografico americano che nel 1931  aveva lanciato il primo 33 giri della storia, contenente la Quinta Sinfonia di Beethoven

Il nuovo formato era stato inventato con lo scopo di avere per le mani qualcosa di maneggevole, leggero e certamente più economico di quelli che potevano essere un 78 giri o un 33. Tutti dovevano poter aver accesso alle hit del momento.

Un'entrata nel mercato non proprio fulminea, anche se, con l'avvento del rock'n'roll, le vendite subiscono una definitiva impennata. Dopo il successo maturato tra la fine degli anni '50 e gli anni '70, grazie anche all'invenzione dei mangiadischi portatili, il 18 agosto 1990, con un accordo tra tutte le multinazionali discografiche, si decide di arrestare la produzione. 

Negli anni del vinile e del boom economico, l'Italia è stato l'unico Paese al mondo ad aver distribuito i 45 giri anche nell'edizione per jukebox, ma solo a gestori di bar che ne possedevano uno. Prezzo ridotto, vendita anticipata rispetto al lancio ufficiale e più artisti e più etichette nello stesso disco. E ovviamente la scritta di colore giallo con la dicitura «jukebox» per evitare furberie.

Alcuni successi a 45 giri

Il brano che fino ad oggi svetta nelle classifiche del mondo – secondo i dati di magazine, siti musicali e della Billboard Hot 100 list – è White Christmas, con 70 milioni di copie all'attivo. Scritta da Irving Berlin e resa celebre da Bing Crosby che la registra in una prima versione 78 giri nel 1942. Nel 1955 Rock Around the Clock di Bill Haley & His Comets raggiunge il successo e rimane per ben 8 settimane in classifica, vendendo in tutto il mondo oltre 25 milioni di copie.

Nel 1958 troviamo Domenico Modugno: la sua Nel blu dipinto di blu, simbolo della canzone italiana, con oltre 22 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Un altro traguardo era stato raggiunto da Mina nel 1972: con il brano Grande, grande, grande supera Imagine di John Lennon e si piazza al secondo posto del 45 giri più venduto in Italia (al primo posto era arrivata la colonna sonora de Il Padrino).

Nel 1963 esce I Want to Hold Your Hand ​​​​​​, singolo dei Beatles; la canzone vende oltre 15 milioni di copie. È il 45 giri che lancia i Fab Four di Liverpool nel mercato americano. Nel 1976, Raffaella Carrà esce con il 45 giri Forte, forte, forte- A far l’amore comincia tu. La soubrette diventa famosa in tutto il mondo e il 45 giri vende oltre 20 milioni di copie.

Dati di vendita 

Il mercato del vinile è il nuovo mercato discografico. Secondo i dati di vendita del 2018 forniti da Nielsen Music, l'aumento delle vendite del vinile (parliamo, però, di 33 e 45 giri) ha toccato +19,2%. Nei primi sei mesi del 2018 sono stati acquistati ben 7.6 milioni di vinili, superando il trend del 2017. E dalle previsioni, pare che il mercato crescerà ancora, nonostante lo streaming (Spotify, ad esempio) rimanga al primo posto tra le scelte dei consumatori.

In copertina: Instagram | Un giradischi e 45 giri