Il sindaco di Verona a Di Maio: «Noi fanatici e sfigati? Allora niente passerella al Vinitaly»

Il primo cittadino della città veneta non le manda a dire al vicepremier, che aveva definito «fanatici» i partecipanti al Congresso delle Famiglie

Scontro tra il sindaco di Verona Federico Sboarina e il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio. Il capo politico del M5s nelle giornate del Congresso delle Famiglie aveva sostenuto che a Verona ci fossero dei «fanatici, che affrontano il tema della famiglia con stile medievale».

L'attacco di Sbaorina a Di Maio

Il ministro del lavoro e dello sviluppo economico è atteso per l’8 aprile al Vinitaly, ma il sindaco leghista di Verona ha fatto intuire che la sua presenza non sarà gradita. «Non capisco perché chi ha definito noi veronesi fanatici e sfigati debba venire nella nostra città quando deve farsi le passerelle elettorali in un contesto come quello del Vinitaly», ha detto il sindaco, che poi ha sbottato: «Se esistesse il Daspo urbano per le offese, Luigi Di Maio, a Verona, lo rischierebbe».

Le posizioni di Sboarina rispetto al Congresso delle Famiglie

Nel rimandare le accuse al mittente, Sboarina ha detto che «tutti hanno diritto di manifestare, ma c'è stata una macchina del fango vergognosa contro il congresso e contro una città».

«Nessuno deve intimidire nessuno: il Congresso non è stato omofobo» ha detto il sindaco del Carroccio, che poi ha precisato: «Anche per me, come per Zaia, l’omofobia è una patologia. La politica deve dare sostegno alle famiglie e nessuno intende toccare la 194».

Foto copertina: Ansa | Luigi di Maio al Vinitaly 2018