Profili oscurati, Facebook risponde a CasaPound: «Avete violato ripetutamente le regole della comunità»

«Quando veniamo a conoscenza di contenuti che violano questi standard, li rimuoviamo. Quando una pagina o una persona infrange ripetutamente queste regole, come capitato in questo caso, la rimuoviamo», ha detto un portavoce della società di Mark  Zuckerberg

Circa dieci profili di esponenti di CasaPound sono stati oscurati su Facebook. Il partito di estrema destra ha accusato gli amministratori italiani di Facebook di essere «palesemente di sinistra». In serata, è arrivata la risposta di un portavoce della società: per i moderatori della piattaforma, il presidente Gianluca Iannone, e altri responsabili del partito hanno violato la policy del social network.

«Crediamo sia importante dare alle persone un modo per esprimersi ma al contempo vogliamo che chiunque su Facebook possa sentirsi al sicuro. Per questo abbiamo stilato gli standard della comunità. Partiti politici e candidati, così come singoli individui e organizzazioni presenti su Facebook devono attenersi a queste norme. – scrive Facebook in una nota – Quando veniamo a conoscenza di contenuti che violano questi standard, li rimuoviamo. Quando una pagina o una persona infrange ripetutamente queste regole, come capitato in questo caso, la rimuoviamo».

Leggendo le regole di Facebook sugli standard della community, è più chiaro il motivo del blocco degli account: «Non ammettiamo i discorsi di incitazione all'odio come un attacco diretto alle persone sulla base di aspetti tutelati a norma di legge, quali razza, etnia, nazionalità di origine, religione, orientamento sessuale, casta, sesso, genere o identità di genere e disabilità o malattie gravi. Forniamo anche misure di protezione per lo status di immigrato».

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I social media manager di CasaPound, invocando l'articolo 21 della Costituzione italiana, hanno annunciato querele: «Sarà ora nostra premura segnalare tale comportamento direttamente agli amministratori globali del social, direttamente alla punta più alta della piramide Zuckerberg, e portare in sede legale italiana quanto avvenuto, per rivendicare libertà di pensiero, diritti politici e diritti dei consumatori».

Tra i profili oscurati, quello di Gianluca Iannone (presidente di CasaPound Italia), Andrea Bonazza (responsabile Cpi e consigliere comunale a Bolzano), Maurizio Ghizzi (consigliere Cpi a Bolzano), Emmanuela Florino (portavoce di Cpi Napoli), Carlotta Chiaraluce (portavoce di Cpi Ostia), Roberto Acuto (responsabile Cpi Napoli), Giorgio Ferretti (candidato Cpi ad Ascoli Piceno), Mario Eufemi (candidato Cpi a Nettuno), Fernando Incitti (responsabile di Frosinone ed ex candidato sindaco), Fabio Barsanti (consigliere comunale Cpi Lucca).