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La scuola per studenti svantaggiati di LeBron James, star del basket americano

di Redazione
La scuola per studenti svantaggiati di LeBron James, star del basket americano

Ogni giorno all’entrata gli insegnanti abbracciano gli studenti e li riempiono di complimenti. E i risultati accademici cominciano ad arrivare

Immaginatevi una scuola dove ogni giorno di studio inizia con la musica, abbracci da parte degli insegnanti e una sosta al buffet. È quello che succede alla I Promise School, la scuola elementare pubblica fondata nel 2018 da LeBron James, star dell'National Basketball Association (Nba). Una scuola speciale pensata per bambini svantaggiati o con difficoltà d'apprendimento nella sua città natale, ad Akron, nell'Ohio. 

Lo stesso LeBron James ha avuto un'infanzia difficile, senza mai davvero conoscere suo padre. L'idea della scuola è nata con l'obiettivo di aiutare i ragazzi nella sua comunità d'origine. La maggioranza (circa il 60 per cento) sono di origine afro-americana, il 15 percento non è madrelingua inglese e il 25 percento ha bisogni educativi speciali.

Al di là dell'accoglienza speciale ricevuta ogni giorno, la scuola si distingue soprattutto per le piccole dimensioni delle classi e per l'attenzione mostrata nei confronti dei genitori degli alunni, un riconoscimento di quanto l'ambiente domestico possa incidere sul rendimento scolastico.

La scuola provvede a coprire tutti i costi scolastici delle famiglie e offre servizi di consulenza lavorativa, legale e sanitaria per i genitori. È anche previsto un servizio di barbiere. Per tutto questo la fondazione di LeBron James ha messo a disposizione 600 mila dollari all'anno.

E i risultati non si fanno attendere. Nell'ultima sessione di esami circa il 90 percento degli studenti ha raggiunto o ecceduto i propri traguardi di sviluppo personale, facendo meglio della maggior parte dei coetanei nello stesso distretto. 

In un'intervista al New York Times il campione si è detto soddisfatto: «Gli studenti stanno facendo benissimo, meglio di quanto ci aspettassimo. Quando abbiamo iniziato, le persone sapevano che avrei aperto una scuola per ragazzi. Adesso però le persone capiranno la situazione difficile in cui si trovavano gli studenti dal punto di vista educativo. Finalmente capiranno esattamente cosa avviene dietro le porte della nostra scuola».