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Sblocca cantieri, Cantone: «Credo sia una norma pericolosa»

Il presidente dell’Anticorruzione, in un’intervista a Circo Massimo su Radio Capital, critica duramente il provvedimento 

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), ai microfoni di Radio Capital, ha criticato duramente la norma che da oggi è entrata in vigore dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: lo sblocca cantieri. «Credo sia una norma pericolosa e non corretta», afferma il presidente, che poi articola la propria posizione: «Questa norma non è corretta, non credo sia in grado di garantire migliori servizi per la pubblica amministrazione». Cantone ha poi aggiunto: «Mantengo le mie riserve. Non mi va di dire che è una norma sblocca tangenti, è esagerato, ma la norma non va nella giusta direzione».


Cantone poi spiega: «A me non risulta che ci siano mai stati blocchi per gli appalti sotto i 200 mila euro – dice Cantone, che poi continua – Il vero problema del Paese sono i grandissimi appalti, quelli per i quali viene spesso fatta una progettazione non corretta o gare fatte male». Durante l’intervista, Cantone ha poi riservato parole al vetriolo anche nei confronti di Armando Siri, il sottosegretario ai Trasporti della Lega, accusato di aver ricevuto tangenti dall’imprenditore genovese Paolo Arata (ex Forza Italia) in cambio di una concessione per la costruzione di impianti eolici. Il commento di Cantone è riservato però ai trascorsi con la giustizia del sottosegretario leghista: «Uno che patteggia per bancarotta è colpevole di bancarotta, per me. Per me la bancarotta è un reato grave, ma evidentemente il ministro Salvini la pensa diversamente», ha detto Cantone.


Foto copertina Ansa | Raffaele Cantone, Roma, 2019

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