M5S sfida la Lega sul conflitto di interessi. Pd presenta mozione di sfiducia al governo

di Redazione

Il rapporto tra politica e giustizia torna al centro del dibattito. I 5 Stelle vorrebbero accelerare il percorso per l’approvazione della legge sul conflitto di interessi. Salvini non considera il tema – inserito nel contratto di governo – una priorità

Depositata in Senato una mozione di sfiducia per il governo Conte. Ad annunciarla è il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci: «Il presidente del Consiglio venga in aula a spiegare lo stato della situazione relativa al sottosegretario Siri». Una richiesta sostenuta anche dal neo-segretario Zingaretti secondo cui «l'Italia è paralizzata da continui litigi di due alleati complici dello sfascio».

A conclusioni simili arriva anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che però critica la mozione Pd: «Si tratta del solito drammatico errore della sinistra. Forza Italia lavorerà per sconfiggere questo governo con gli strumenti della democrazia e non cavalcando vicende giudiziarie». Ma proprio queste ultime continuano ad agitare il governo giallo-verde.

Il capo politico 5 Stelle Di Maio ha chiesto apertamente un confronto politico con Matteo Salvini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti, mentre il presidente Conte ha annunciato a breve una decisione sul caso. L'esponente leghista, indagato per corruzione dalla procura di Roma e quella di Palermo, al momento non si è dimesso. Il ministro Danilo Toninelli (M5S) gli ha tolto le deleghe come sottosegretario alle Infrastrutture.
 

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Il rapporto tra vicende giudiziarie e politica torna dunque al centro del dibattito, come ai tempi citati da Berlusconi. In questo contesto il Movimento 5 Stelle lancia una nuova sfida all'alleato leghista e cioè quella sul conflitto di interessi. «Il Paese aspetta questa legge da circa 30 anni» ha detto Luigi Di Maio in un'intervista al quotidiano la Repubblica.

I 5 Stelle starebbero pensando a un'accelerazione sul tema, per sfidare sia la Lega che il Pd: «Vediamo se la votano» sarebbe il ragionamento. Nel contratto di governo Lega-5 Stelle è stata inserita, ma il leader leghista ha sempre detto di non considerarla una priorità. Il tema nel nostro Paese è da sempre legato al nome di Silvio Berlusconi, per il suo ruolo di imprenditore televisivo privato e (all'epoca) di presidente del Consiglio.