De Vito, lettera dal carcere a Raggi: «Non mi dimetto»

di Redazione
De Vito, lettera dal carcere a Raggi: «Non mi dimetto»

L’ex presidente dell’assemblea del Comune di Roma, arrestato lo scorso 20 marzo per presunta corruzione, scrive alla sindaca: «Credo con forza nella giustizia e giustizia con forza chiedo»

Era stato arrestato lo scorso 20 marzo per corruzione nell'ambito dell'inchiesta «congiunzione astrale» sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Oggi, dal carcere, Marcello De Vito, ex presidente dell'assemblea del Comune di Roma, sospeso dal M5s, scrive alla sindaca Raggi. al vicepresidente vicario del Consiglio Enrico Stefàno, ai consiglieri comunali e al segretario generale del Campidoglio: «In questo periodo ho pensato spesso, per il rispetto che ho verso l'istituzione, di dimettermi da presidente dell'assemblea capitolina, carica che ho amato e che ritengo di avere svolto con onore e con piena cognizione dei suoi equilibri e tecnicismi dall'altro. Ma – continua De Vito – non posso, non voglio e non debbo farlo. Credo con forza nella giustizia e giustizia con forza chiedo».

De Vito si rivolge anche ai membri dell'assemblea romana e chiarisce che non ha intenzione di abbandonare né la sua carica, né il Movimento 5 Stelle. «Care colleghe e cari colleghi, considero privo di presupposti qualsiasi atto che mi abbia privato di qualcosa: sia esso la libertà personale, la carica (anche in via temporanea), la stessa iscrizione dal M5S. Userò tutte le mie forze per tutelare la vita della mia famiglia e la mia – prosegue De Vito nella lettera -. Ai sensi del regolamento del consiglio, considero le assenze dal 20 marzo 2019 contrarie e comunque non imputabili alla mia volontà nonché la sospensione e la temporanea sostituzione prive di presupposti».

Il presidente dell'assemblea si dice «pronto per il giudizio» e mette nero su bianco la sua verità: «Non sono corrotto né corruttibile e confido nel pieno e positivo accertamento in tal senso da parte della magistratura». De Vito non nasconde poi una certa amarezza per le reazioni al suo arresto: «Nell'immediato ho provato rabbia e delusione per le parole di abbandono degli "amici". Posso dire che ho ricevuto maggiore solidarietà delle persone in queste retrovie che in qualsiasi altro posto». Sulla sua permanenza all'interno della casa circondariale commenta: «È complesso far comprendere quanto queste mura possono insegnarti e farti ragionare sui valori di base. Posso dire che sono più forte di prima».

Marcello De Vito è un uomo chiave del Movimento 5 Stelle romano: avvocato, ex candidato sindaco nel 2013, è accusato di aver preso delle tangenti dal costruttore Luca Parnasi – già indagato e arrestato – per agevolare il progetto dello stadio della Roma. All'interno della stessa inchiesta è stata indagata anche la sindaca Virginia Raggi per abuso d'ufficio con l'accusa di aver dato il via al progetto sullo stadio senza passare per il consiglio comunale, dove avrebbe potuto incontrare degli ostacoli. La procedura avrebbe favorito lo stesso costruttore Parnasi.