Cannabis, il festival che Meloni – ma anche il Pd – vogliono fermare

di OPEN

«Un messaggio devastante: enormi manifesti che riportano la scritta ‘Io non sono una droga’, sotto una grande foglia di cannabis. Bisogna fermare subito questa manifestazione», chiede la leader di Fdi a Matteo Salvini, «e bloccare questa ignobile propaganda della droga libera»

È in programma dal 3 al 5 maggio in via Mecenate, periferia est di Milano, ed è già il festival della discordia: è 4.20 Hemp Fest, la fiera – giunta alla sua terza edizione – che ha l'obiettivo «di sensibilizzare il pubblico sul delicato e sempre più attuale tema della cannabis, sotto tutti i punti di vista».

150 espositori da tutto il mondo, imprenditori che si occupano di coltivazione, cannabis light, tessuti, cosmetici, alimenti e bevande. L'evento, a detta degli organizzatori, è la prima fiera di settore europea a Milano. La città, da giorni, è tappezzata di manifesti che raffigurano una grande foglia di cannabis e la scritta «Io non sono una droga».

Apriti cielo. A scendere in campo è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che chiede al ministro dell’Interno Salvini e al Comune di Milano di «bloccare immediatamente l’International Cannabis Expo».

Perché «viene pubblicizzato con un messaggio devastante: enormi manifesti che riportano la scritta ‘Io non sono una droga’, sotto una grande foglia di cannabis. Bisogna fermare subito questa manifestazione e bloccare questa ignobile propaganda della droga libera».

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Meloni non è la sola a lanciare stralci contro la manifestazione. Contrario, nei giorni scorsi, si è detto anche il Partito democratico. Secondo quanto riportato dalla pagina Facebook dell'evento, Alice Arienta, consigliera comunale dem a Milano, ha «segnalato alle autorità competenti, citiamo testualmente, "la pubblicità ingannevole che sta accompagnando l'evento"».

«Ho fatto una comunicazione all'Agcom – l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – perchè si tratta di un messaggio fuorviante: con questa iniziativa si vuole normalizzare il consumo di sostanze psicotrope», ha spiegato Arienta.

La risposta degli organizzatori

«Purtroppo si ritorna nuovamente al Medioevo», commentano gli organizzatori sui social. «Il nostro messaggio è stato strumentalizzato», dice a Open Marco Russo, organizzatore e fondatore della manifestazione.

«Quello a cui fanno riferimento è uno solo dei tanti messaggi che sono in giro per Milano e che spiegano attraverso altri claim che la cannabis può essere edilizia, terapeutica, combustibile, bioplastica, cosmetica».

Per Marco «si è andato a prendere solo quel claim senza collegare tutto il resto del messaggio. Temo si tratti di strumentalizzazione in malafede. Per noi è diffamazione e anche censura e abbiamo dato mandato ai nostri legali per capire se ci sono gli estremi per procedere».

L'edizione 2019, dice ancora il fondatore, «è frutto di un percorso che dura da 4 anni, e personalmente è da ancora più tempo che giro le fiere d'Italia e d'Europa: non era mai successa una cosa del genere». Certo, «nel tempo questa manifestazione è sempre stata attaccata dalla destra. Ma siamo sempre stati appoggiati, anche dal sindaco Beppe Sala. Ora temo che si tratti di campagna elettorale».

Ma «tanti commenti sotto ai post della Meloni raccontano di elettori di Fdi che non sono d'accordo con lei. Stesso dicasi per la consigliera dem: tante sono le reazioni di persone che dicono che non si riconoscono più nel Pd e che con questa mossa perderà ulteriore consenso». Il punto è, sottolinea, che tutti «hanno diritto di sapere. Se c'è un problema patologico dove la cannabis può aiutare, hanno diritto di sapere».

«La consigliera Pd Alice Arienta è a conoscenza che attraverso la pianta di quella foglia di Cannabis/Canapa che "troneggia" (invece intreccia) la sagoma del Duomo di Milano è possibile ricavare cose molto importanti per la civiltà e assolutamente legali che vanno aldilà del discorso 'sostanze stupefacenti'?», si chiedono dal Festival su Facebook. «Secondo noi la Consigliera non è a conoscenza di tutto questo, e qualora ne fosse a conoscenza le sue dichiarazioni ci piacerebbero non avessero altri fini/interessi».

Lo staff del 4.20 Hempf Fest prosegue: «È oltremodo risaputo che il contenuto di sostanza psicotropa dell’infiorescenza della Canapa/Cannabis rappresenta una percentuale mai superiore al 10% del totale (senza contare che esistono in natura Piante di Canapa/Cannabis prive del principio attivo psicotropo), e inoltre, non ci stancheremo mai di ripeterlo, l’utilizzo ludico della pianta rappresenta una percentuale ancora minore dei possibili utilizzi della Canapa/Cannabis, solo alcuni dei quali sono stati citati prima».

Gli organizzatori anzi invitano la conigliera Arienta alla manifestazione «così da renderla maggiormente edotta sugli innumerevoli e poco disdicevoli utilizzi della Canapa/Cannabis».

4.20

Nella cultura popolare americana con la dicitura 420, 4:20, o 4/20 ci si riferisce alla cannabis. Per spiegare le origini di questo numero bisogna partire dal 1971. Un gruppo di ragazzi della San Rafael High School, California, erano venuti a sapere dell'esistenza di una piantagione abbandonata di marijuana.

Per scovarla si erano dati appuntamento alle 4.20 del pomeriggio all'uscita da scuola. Secondo la leggenda metropolitana tramandata nel corso degli anni, la piantagione non venne mani trovata. Ma i ragazzi continuarono a trovarsi a quell'ora per fumare cannabis.

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