Finanziamento pubblico ai partiti? Lo ricevono anche i 5 Stelle

Secondo uno studio di Openpolis, l’affermazione «il Movimento 5 stelle non riceve finanziamenti pubblici», è discutibile. E vale solo per il 2×1000

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto nei giorni scorsi ai suoi eletti una donazione in vista delle elezioni europee, spiegando di non ricevere finanziamenti pubblici. Un’affermazione falsa e soprattutto nociva per Openpolis, l’osservatorio civico della politica italiana che si occupa di accesso ai dati pubblici e che oggi dedica un approfondimento al tema. 


«Caro portavoce, il 26 maggio ci attende una sfida di fondamentale importanza: vogliamo portare a Bruxelles lo stesso cambiamento che stiamo apportando al nostro Paese e imporre le tematiche del Movimento 5 Stelle anche in Europa», si legge nella mail con cui il M5s chiedeva agli eletti un contributo di 1.500 euro entro venerdì scorso, 3 maggio. Come sai, il Movimento 5 Stelle non riceve finanziamenti pubblici e non accetta donazioni dalle lobby, questo ci permette di avere le mani libere ed è la nostra più grande forza». 

Secondo Openpolis l’affermazione «il Movimento 5 stelle non riceve finanziamenti pubblici», è discutibile. Il M5S è in Parlamento, e tutti i gruppi politici presenti in organi istituzionali ricevono un finanziamento per le proprie attività. Un finanziamento pubblico. Il M5s non riceve effettivamente rimborsi elettorali, ma questo accade a tutti i partiti. È stata la riforma del 2013 del governo di Enrico Letta a eliminare progressivamente il finanziamento pubblico diretto. I rimborsi elettorali sono stati ufficialmente aboliti nel 2017 e nessun partito, dalle ultime elezioni politiche del 2018, ne ha più diritto.

Come si finanziano le forze politiche

Quello che oggi è in vigore è la possibilità di versare, in dichiarazione dei redditi, il 2×1000 a una forza politica (invece che allo Stato): la si può scegliere tra i partiti iscritti nell’apposito registro. È qui che non compare il movimento guidato da Luigi Di Maio, che quindi non riceve questo tipo di finanziamento – che comunque stenta a decollare per tutti i partiti.

Finanziamento pubblico ai partiti? Lo ricevono anche i 5 Stelle foto 1

Quello che il M5S ha sempre continuato invece a ricevere è rappresentato dai contributi pubblici destinati ai gruppi parlamentari. Si tratta, ricorda ancora Openpolis, di soldi da usare per le attività istituzionali del gruppo (personale, attività di ricerca, attività dei gruppi) e il cui ammontare viene calcolato, tra l’altro, in base alla composizione del gruppo parlamentare: «più è grande e più soldi riceverà». Nella scorsa legislatura il Movimento 5 Stelle ha ricevuto oltre 31 milioni di euro. «In generale, nei 5 anni della XVII legislatura i partiti italiani hanno incassato più soldi dal contributo ai gruppi, piuttosto che dai rimborsi elettorali».

Il contributo deli eletti

La richiesta di un contributo agli eletti «è un forma indiretta di finanziamento pubblico ai partiti», conclude Openpolis. Una via necessaria per finanziare l’attività politica per tutte le forze in campo. Dall’inizio di questa legislatura, deputati e senatori grillini «devono versare una quota della loro indennità, contribuendo con 300 euro al mese al funzionamento di Rousseau». in cinque anni di legislatura – ammesso che si arrivi a termine naturale della stessa – da qui arriveranno nelle casse dell’associazione poco meno di 6 milioni di euro. I grillini, giova sottolinearlo e lo fa anche l’osservatorio, «portano poi avanti una campagna per la restituzione di parte degli stipendi e rimborsi dei suoi parlamentari. Una raccolta fondi che ha contribuito tra le altre cose alla donazione di 25 milioni di euro al fondo per il microcredito».

Insomma, «continuare a cavalcare l’onda dell’antipolitica, rilanciando affermazioni false e fuorvianti non aiuta a migliorare quel malcontento nei confronti delle istituzioni che ha portato proprio al successo elettorale dell’attuale governo».

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