Zanda ritira il ddl sugli stipendi. M5s: «Abbiamo vinto». Ma lui chiede i danni a Di Maio – Il video

di Francesca Martelli
Zanda ritira il ddl sugli stipendi. M5s: «Abbiamo vinto». Ma lui chiede i danni a Di Maio - Il video

Il tesoriere Pd contro il capo politico M5S: «Ha manipolato il mio disegno di legge»

Il tesoriere del Pd Luigi Zanda ha deciso di ritirare il disegno di legge, depositato a febbraio, sullo stipendio dei parlamentari che negli ultimi giorni aveva generato molte critiche tra gli esponenti 5 Stelle. Il capo politico M5S aveva infatti usato questa proposta per attaccare la nuova gestione del Pd: «​​​Zingaretti aveva detto che era un’idea personale del suo nuovo tesoriere. Aveva detto che l’avrebbe fatta ritirare. E invece no, è ancora lì, tanto che è stata assegnata alla commissione Affari Costituzionali», aveva detto Luigi Di Maio.

Poi è arrivata la decisione del neo tesoriere Pd di ritirare il disegno di legge sugli stipendi dei parlamentari. «Per me la questione è chiusa – spiega Luigi Zanda – ho dato incaricato ai miei legali di citare per danni l'onorevole Di Maio per via della manipolazione che ha fatto del mio disegno di legge».​​​​​​ Il senatore Pd sostiene che le retribuzioni dei parlamentari dovrebbero essere decise da un organismo terzo «come il Parlamento europeo», sottolineando che al momento i parlamentari europei guadagnano meno di quelli italiani.
 

Per la scelta di ritirare il ddl è stato ringraziato dal segretario Pd Zingaretti: «Ringrazio Zanda. Finisce un'altra bufala dei Cinque Stelle: non era previsto nessun aumento degli stipendi dei parlamentari, ma solo elementi di trasparenza e di passi in avanti per far decidere un corpo terzo sullo stipendio dei parlamentari». Mentre Luigi Di Maio si è detto soddisfatto: «Il tesoriere Pd oggi fa mea culpa sulla loro proposta di legge per aumentare gli stipendi dei parlamentari e poi minaccia di querelarmi (un po' kafkiano…)».