«Vietare le biciclette agli immigrati», la proposta di CasaPound

Era una mozione del 2017 dei consiglieri comunali di Bolzano, finora passata inosservata

Era stata depositata a dicembre del 2017 la proposta dei consiglieri comunali bolzanini di CasaPound di vietare le biciclette agli immigrati. Ma fino ad ora, nessuno l'aveva notata, sommersa tra le varie iniziative e soffocata dall'iter burocratico. La mozione era intitolata: «Sicurezza stradale. Divieto di circolazione per gli immigrati a bordo di velocipedi su tutto il territorio comunale» ed era stata proposta dai tre consiglieri di CasaPound: Sandro Trigolo, Andrea Bonazza e Maurizio Puglisi Ghizzi.

La ritira fuori l'8 maggio il quotidiano altoatesino salto.bz, che riporta anche il testo della proposta, volta a «Salvaguardare tutti i cittadini che possano incorrere in incidenti e che si trovassero costretti pure a farsi carico delle spese di riparazione del proprio veicolo in caso di sinistro». La motivazione? Secondo i consiglieri quasi tutti gli immigrati girano su biciclette sprovviste di fanali. 

«Vietare le biciclette agli immigrati», la proposta di CasaPound foto 2

«Questo modo di procedere lo abbiamo avuto per l’ultima volta durante il Terzo Reich sotto i nazisti» è stato il commento del Verde Rudi Benedikter, ex-presidente del consiglio comunale. Bonazza ha spiegato al Fatto Quotidiano che la segreteria del consiglio comunale aveva chiesto ai consiglieri di ritirare il testo perché così com’era scritto non poteva essere discusso perché proponeva una forma di discriminazione razziale. 

«Vietare le biciclette agli immigrati», la proposta di CasaPound foto 1

Twitter |Andrea Bonazza

Discriminazione che, a quanto afferma Bonazza, non sussiste, «Anzi, la norma voleva tutelare gli immigrati», afferma il consigliere, «Ci sono stati almeno due incidenti in cui ciclisti stranieri sono stati travolti e uccisi dalle auto. Poiché gli immigrati non conoscono il codice della strada e non indossano le pettorine colorate previste ci è sembrato opportuno chiedere che vengano tutelati loro e gli automobilisti». Nemmeno in questa affermazione c'è, secondo il consigliere, alcuna traccia di discriminazione razziale. Bonazza ha poi riferito che la mozione verrà riformulata e riproposta. 

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