La lettera di Tria agita il compleanno del governo. M5S: «Non si gioca sulla pelle del Paese»

Mercoledì 5 giugno la risposta della Commissione europea. Intanto sul Blog delle Stelle, il capogruppo D’Uva scrive: «Non torniamo di certo alle politiche lacrime e sangue della Fornero»

Accuse incrociate tra Lega e 5 Stelle su chi abbia fornito ai giornalisti la prima versione della lettera alla Commissione europea, che conteneva riferimenti espliciti alla riduzione di spesa per Reddito di cittadinanza e Quota 100. L’effetto sul governo è stato deflagrante, tanto che in serata era dovuto intervenire il presidente del Consiglio Conte proprio mentre a Palazzo Chigi incontrava i vice-ministri all’Economia per fare il punto sul decreto Crescita.

«Il Presidente del Consiglio ha appena sentito telefonicamente il ministro Giovanni Tria e ha concordato con lui di sollecitare tutte le verifiche, anche giudiziali, affinché chi si è reso responsabile di tali fughe di notizie false sia chiamato alle conseguenti responsabilità» fanno sapere ‘fonti’ di Palazzo Chigi. Ormai nel governo si cerca il ‘colpevole’: un fuori-programma, prima del discorso di Giuseppe Conte agli italiani previsto per il 3 giugno.

La reazione del M5S

Il sottosegretario M5S Stefano Buffagni ha citato Napoleone Bonaparte, il vice-ministro all’Economia Laura Castelli aveva assicurato di avere visto quella bozza con «quel passaggio sul taglio al welfare» e si era detta sorpresa della smentita di Tria sulla lettera pubblicata dalle agenzie di stampa. Il capo politico M5S Luigi Di Maio aveva chiesto infine un vertice di governo. Oggi è arrivato il post sul Blog delle Stelle, firmato dal capogruppo alla Camera D’Uva: «Non torniamo di certo alle politiche lacrime e sangue della Fornero», scrive il deputato citando uno dei ‘bersagli’ preferiti della Lega durante la campagna elettorale per le Politiche 2018.

Il contenuto della lettera

Se nella prima versione della lettera per Bruxelles (per tentare di evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo) c’era un riferimento esplicito a Reddito e Quota 100, in quella definitiva resta un passaggio ‘sospetto’ per molti osservatori: «L’utilizzo delle nuove politiche di welfare è, finora, inferiore alle stime sottostanti la legge di bilancio 2019».

La risposta arriverà il 5 giugno

Per tutta la sera gli esponenti della Lega sono rimasti stranamente in silenzio sul tema, a parlare questa mattina è stato Matteo Salvini ma il messaggio è per le istituzioni europee: «Non sono assolutamente preoccupato dalle reazioni di Bruxelles: anzi se riusciremo, come sono convinto, grazie al voto degli italiani, ad abbassare le tasse, torneremo a essere un Paese stabile e uno dei primi al mondo dove investire».

Questo pomeriggio invece al festival dell’Economia di Trento si incontreranno i due vice-ministri all’Economia, Garavaglia (Lega) e Castelli (M5S). Solo due giorni fa, la delegazione leghista guidata da Salvini era andata al ministero dell’Economia per una riunione con Giovanni Tria: un ingresso ‘simbolico’ al Mef, secondo molti osservatori, dopo i risultati delle europee per lanciare un segnale agli alleati di governo.