Casa e famiglia? In Italia è tutto sulle spalle delle donne: il rapporto

In Italia le donne dedicano 315 minuti alla cura della casa. Gli uomini appena 104

I padri italiani sono tra quelli che hanno meno possibilità al mondo di sfruttare il congedo di paternità. I dati contenuti nel rapporto State of the world’s father, realizzato dalla Ong Promundo e presentato alla conferenza Women Deliver in corso a Vancouver, hanno messo in evidenza come solo la metà dei padri al mondo sfrutta il congedo quando è previsto dalla legge, cioè il 90 Paesi su 187 monitorati. E gli italiani non sembrano voler dedicarsi troppo al bebè appena arrivato.

Di certo non aiuta quanto di norma viene concesso in Italia per il congedo di paternità, cioè massimo sei giorni. In Francia e in Spagna, per esempio, sono concessi fra gli 11 e i 15, mentre in Portogallo oltre i 16.

Gli uomini negli ultimi decenni sembrano tendere a una maggiore collaborazione nella cura familiare e della casa, ma sono ancora lontanissimi da una vera e propria situazione accettabile.

In un’altra analisi contenuta nel rapporto, infatti, è emerso che la differenza di tempo dedicato alla famiglia tra uomini e donne si è ridotta di sette minuti negli ultimi decenni.

«Globalmente – scrivono gli autori – le donne passano molto più tempo, spesso fino a dieci volte, nella cura della famiglia e domestica. Dall’analisi dei tempi emerge che se gli uomini impiegassero almeno 50 minuti in più al giorno nella cura della casa, e le donne 50 in meno, si farebbe un salto decisivo verso la parità».

Gli italiani in questa particolare classifica non fanno una buona figura. Secondo il rapporto, le donne italiane trascorrono in media 315 minuti al giorno nella cura della casa, mentre gli uomini appena 104 minuti. In Danimarca c’è la differenza minore, che comunque è di quasi un’ora, 243 minuti a 186.

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