«Guarda che sparo». Le minacce di due poliziotti italiani a un gruppo di tunisini – Il video

Le immagini mostrano uno scontro fra due agenti di Polizia e un gruppo di tunisini. Tutto sarebbe partito da una macchina da spostare

Un uomo e una donna. Lei indossa il velo, lui sembra abbia la carnagione scura. Sono fermi davanti alla loro Mercedes metallizzata nel porto di Civitavecchia, imbarchi verso Tunisi. È sera. Un agente, della polizia di frontiera, davanti. L’uomo in divisa inizia a ripetere, con tono aggressivo: «È tua? Sposta la macchina. Sposta la macchina».


L’uomo risponde qualcosa, ma non si sente. L’agente ripete ancora una volta: «Sposta la macchina». Questa volta però afferrando l’uomo con entrambe le mani e avvicinando la testa alla sua. Inizia così un video pubblicato la sera del 30 gennaio dall’account Twitter @caciara83. Le immagini dopo mostrano una situazione sempre più tesa.

La folla attorno al poliziotto cerca di dividere i due. Un altro agente arriva a separarli. L’uomo in divisa ripete ancora: «Sposta la macchina». Interviene anche la donna che inizia a discutere ad alta voce con il poliziotto che aveva afferrato l’uomo accanto a lei.

Lo schiaffo del secondo agente

Intanto le persone attorno si avvicinano. L’agente che aveva diviso il collega dall’uomo davanti alla macchina inizia a seguire un altro uomo. Non è lo stesso con cui era iniziata la discussione. Il primo aveva una maglia, forse una polo, rosa. Questo ha una maglietta azzurra.

Il poliziotto lo segue, urlando. Il video non è chiaro, sembra che urli: «Che c’è? Eh? Che c’è?». L’uomo non reagisce, ma l’agente continua a seguirlo. Gli tira uno schiaffo e poi estrae qualcosa dalla fondina, ma le immagini non sono chiare e sono un po’ distanti dalla scena. Il video continua, ma i protagonisti dell’azione sono circondati da altre persone.

«Guarda che sparo»

La folla, qualche decina di persone ferme al porto, urla e fischia mentre il secondo agente trascina via l’uomo con la maglietta azzurra. Si sente una voce, femminile, urlare «Levalo!». E poi una maschile, la stessa di quel «Che c’è? Eh? Che c’è?», che invece grida: «Guarda che sparo!».

In un altro video, postato dallo stesso account, la situazione sembra calmarsi. Gli agenti continuano a discutere con le persone ferme al porto. E dalle immagini si riescono a vedere un uomo e una donna che potrebbero essere quelli all’inizio del primo video.

Nessuna risposta dagli account taggati

L’autrice del post ha pubblicato il video con questo commento: «Aaaah la sicurezza della polizia Salviniana (Porto Civitavecchia imbarchi Tunisi)». E ha taggato gli account di Gad Lerner, Giuseppe Civati, Nicola Zingaretti, Luigi Marattin (Capogruppo Pd in Commissione bilancio alla Camera) e la rete di volontari Baoba Experience.

In un altro tweet, pubblicato qualche ora dopo @caciara83 commenta: «Sapete che è che me preoccupa? Er fatto che la gente che ho taggato non ha commentato…..».

La Polizia: «Una sproporzione numerica»

La Polizia di Frontiera di Civitavecchia ha rilasciato però una nota che racconta una storia diversa da quella che si può intuire dalle immagini. Secondo la loro ricostruzione, gli agenti erano stati chiamati al molo 28 del porto di Civitavecchia dopo una segnalazione fatta da due guardie giurate. Riportiamo qui di seguito i virgolettati della nota diffusa dalla Polizia.

«Nel recarsi al molo 28 i poliziotti sono stati bloccati all’altezza di una rotatoria in quanto una Mercedes, di colore grigio con targa francese, impediva l’accesso sia in direzione della nave “Catania” sia in uscita dal porto creando, conseguentemente, una situazione di stallo per numerosi mezzi. Gli operatori intervenuti si sono trovati di fronte molte persone dagli animi esagitati che pretendevano di imbarcarsi immediatamente sulla nave diretta a Tunisi».

«I poliziotti venivano quindi avvicinati dalle due guardie giurate che raccontavano di essere state accerchiate ed aggredite durante i tentativi di rabbonimento. Il primo intervento volto a ripristinare la viabilità dei numerosi mezzi rimasti bloccati non andava a buon fine a causa della irremovibilità di coloro che protestavano che generava altresì malumore nei tanti automobilisti che si sentivano ostaggio di queste proteste».

«I poliziotti iniziavano pertanto, una trattativa per sedare gli animi e ristabilire l’ordine. Gli stessi invitavano più volte i facinorosi a rimuovere la Mercedes senza sortire effetto alcuno anzi in tutta risposta venivano accerchiati e strattonati fino a quando un cittadino tunisino, successivamente identificato grazie anche alle informazioni fornite da quanti assistevano ai fatti, colpiva all’addome uno dei due operatori».

«Offese e strattonamenti continuavano senza soluzione di continuità in una sproporzione numerica che imponeva agli operatori di richiedere ulteriore ausilio e costringeva uno dei due ad estrarre l’arma di ordinanza a scopo intimidatorio al solo fine di evitare ulteriori sopraffazioni».

Sempre secondo la nota, tre tunisini sarebbero stati arrestati dopo essersi scagliati contro i poliziotti. L’ultimo paragrafo del comunicato si riferisce invece al video che sta circolando sul web: «Infine, in riferimento al video diffuso in queste ore da alcuni siti web, che riprende un breve momento della concitata situazione avvenuta, si fa presente che qualora emergessero profili di responsabilità degli operatori intervenuti, questi ultimi saranno segnalati per i provvedimenti del caso».

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