Materassi bruciati e porte sfondate, migranti in fuga da un centro rimpatri di Roma

Tra i tredici in fuga ci sarebbe anche un sospetto jihadista algerino, monitorato dall’Antiterrorismo

Una rivolta al centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria, a Roma. Alcuni migranti, lo scorso venerdì, avrebbero dato fuoco a materassi, sfondato porte e scavalcato la recinzione scappando poi tra le campagne. Alcuni di loro sono stati fermati, altri invece sarebbero riusciti a far perdere le tracce. A riferirlo è il sindacato autonomo di polizia (Sap).

In fuga anche un sospetto jihadista

Come scrive Il Messaggero, tra i migranti in fuga – 13 stando alla nota del Sap – ci sarebbe anche un algerino, monitorato dall’Antiterrorismo poiché si sarebbe radicalizzato alla causa dell’Isis in una prigione romana.

Una situazione pericolosa che ha spinto la Digos a informare il procuratore aggiunto Francesco Caporale che coordina il pool di magistrati che si occupa proprio di terrorismo.

I fatti

Tutto è cominciato venerdì sera quando alcuni migranti, circa 17, avrebbero prima bruciato dei materassi, poi – come confermato a Open dal Sap – avrebbero iniziato a commettere «atti autolesionisti come provocarsi ferite così da far entrare i soccorsi» nella struttura.

Subito dopo, avrebbero sfondato le porte e, dunque, sarebbero riusciti a fuggire. Il motivo della protesta? «Cibo non gradito e wifi poco funzionante», spiegano a Open dal sindacato autonomo di polizia.

«Loro non hanno nulla da perdere»

«Questa è la vecchia tecnica di creare confusione per fuggire. Una situazione di grande rischio e pericolo per i nostri colleghi», spiega a Open Stefano Paoloni, segretario del sindacato autonomo di polizia.

«Queste persone non hanno nulla da perdere anche perché il loro uso della forza è legittimato, il nostro verrebbe strumentalizzato» ha aggiunto a Open

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