Libia, ministro dell’Interno di Sarraj: «Chiuderemo i centri di detenzione per migranti»

«Guardiamo in faccia la realtà: qui c’è una guerra che colpisce 7 milioni di libici, voi ci chiedete solo di fermare i migranti», ha dichiarato Fathi Bishaga in un’intervista a «La Repubblica»

Il bombardamento del 3 luglio sul centro di detenzione per migranti di Tajoura ha riportato l’attenzione sulla crisi libica. Migliaia di persone, nel loro tentativo di raggiungere le coste europee, sono bloccate a Tripoli. Con l’inizio dell’offensiva del generale Khalifa Haftar, lo scorso 4 aprile, contro l’esercito di Unità nazionale la situazione in Libia è precipitata.

«Ho discusso il piano di chiusura dei campi di detenzione dei migranti con le Nazioni Unite, è qualcosa su cui andremo avanti, perché ormai è solo un danno politico per la Libia. Nei nostri centri ci saranno 7mila migranti illegali, fuori ce ne sono centinaia di migliaia. E allora cosa servono questi centri se non a scatenare polemiche contro di noi?». A dirlo è Fathi Bishaga, il ministro dell’Interno di Fayez al-Sarraj che dal 2016 guida il governo di Accordo Nazionale. Intervistato da Repubblica, Bishaga è anche a capo delle operazioni militari contro Khalifa Haftar.

«Guardiamo in faccia la realtà: qui c’è una guerra che colpisce 7 milioni di libici, voi ci chiedete solo di fermare i migranti», dichiara Bishaga che non usa giri di parole per spiegare la decisione di chiudere i tanto criticati centri di detenzione.

«È un piano motivato da ragioni politiche. Io sono esterrefatto – aggiunge – ogni volta che vengono inviati europei, ci chiedono solo dei migranti. Non si interessano della Libia, delle condizioni del popolo e del fatto che Haftar sta polverizzando quel che rimane delle strutture di questo Paese».

«Il tutto – continua – con la complicità politica del presidente Macron che ha rafforzato Haftar». Con l’arrivo dell’estate e l’aumento degli sbarchi, complici anche il continuo braccio di ferro tra il Viminale e le ong, l’immigrazione è sempre più al centro della politica italiana ed europea, ma Bishaga avverte: «Il tema dei migranti è solo uno dei problemi della Libia: contrabbando, corruzione, terrorismo. La soluzione è stabilizzare il Paese».

Sull’attacco a Tajoura, Bishaga punta il dito contro gli Emirati e l’Egitto: «Credo fossero F16 emiratini o egiziani. Entrambi stanno continuando a sostenere Haftar. I Paesi del Golfo stanno trasferendo i loro scontri sul nostro terreno. Hanno avuto un grosso aiuto da Trump che già in Siria e Yemen ha lasciato loro spazio. Sono capaci di dirottare grossi investimenti negli USA».

Bishaga mette in guardia dall’appoggio ad Haftar: «Con lui la Libia verrà smembrata definitivamente. A Tripoli non vincerà mai, favorisce una Libia divisa in cui il terrorismo non sarà controllabile. Se la Libia si frantuma vedrete che il terrorismo farà cadaveri in Europa».

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