Salvini ci ripensa: «Libia porto sicuro? In questo momento no»

«La guardia costiera libica sta facendo un buon lavoro, stiamo lavorando con il governo libico perché la situazione torni tranquilla»

Mentre continua il braccio di ferro tra la ong Mediterranea e il Viminale per il permesso di far sbarcare i migranti a bordo a Lampedusa, da Milano arrivano le nuove dichiarazioni del ministro dell’Interno sulla crisi dei migranti. «In questo momento no», risponde così Salvini alla domanda di un giornalista che chiedeva se la Libia fosse o meno un porto sicuro.

«La guardia costiera libica sta facendo un buon lavoro, stiamo lavorando con il governo libico perché la situazione torni tranquilla», ha ribadito il vicepremier della Lega. Sulla crisi libica e sulla possibilità di un esodo di migranti Salvini chiarisce: «Non verranno smistati in Europa. Non è questo l’obiettivo, c’è una guardia costiera che lavora bene, c’è un governo legittimamente riconosciuto e con loro ragioniamo».

Un netto cambio di rotta, anche alla luce degli ultimi avvenimenti in Libia. Fino a poche settimane fa, Salvini infatti intimava alle ong di riportare i migranti salvati in Libia. Lo aveva fatto anche con la Sea Watch 3 che aveva definito «fuorilegge» proprio perché ha rifiutato l’offerta di Tripoli di far sbarcare i migranti. Allora era intervenuta anche l’Ue, contraddicendo il ministro dell’Interno: «La Libia non è un porto sicuro».

Salvini torna anche sul tanto discusso trattato di Dublino: «Non mi sembra che la maggioranza dei Paesi europei sia intenzionato a ridiscuterlo» e «quindi ci stiamo attrezzarlo per rivederlo sostanzialmente da soli», ha detto il ministro dell’Interno. «Ma solo l’Italia?», gli è stato chiesto. «Stiamo ragionando su delle regole che non funzionano», ha dichiarato Salvini.

Sulla vicenda giudiziaria della capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete Salvini ha affermato di non vedere l’ora di incontrarla in tribunale. «Voglio guardare in faccia una che ha provato a uccidere dei militari italiani». Rackete ha denunciato il vicepremier per diffamazione: «Qui ci sono i giudici che decidono della vita e della morte di tutti. Fosse per me sarebbe già a Berlino», ha aggiunto Salvini al suo arrivo al Villaggio Coldiretti.

Leggi anche: