In spiaggia c’è il tutto esaurito, il deputato Pd vuole la prima fila: arriva la polizia, tira fuori il tesserino della Camera

Ubaldo Pagano ha poi spiegato su Facebook che l’uso del tesserino da deputato è stato dovuto al fatto che non avesse con sé altri documenti

«Un’estate al mare, voglia di remare, fare il bagno al largo, per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni», recitava una delle più note hit estive di Giuni Russo. Ed è proprio da lontano che, secondo le ricostruzioni, il parlamentare del Partito Democratico Ubaldo Pagano avrebbe visto gli ombrelloni in prima fila nello stabilimento balneare a Monopoli, in provincia di Bari

Il deputato del Pd, infatti, avrebbe tentato di affittare un ombrellone per trascorrere una domenica di relax e spensieratezza con la propria famiglia in riva all’Adriatico, ma qualcosa è andato storto, ma talmente storto che è dovuta intervenire la polizia per placare gli animi. 

L’onorevole Pagano, infatti, avrebbe tentato di prenotare un ombrellone e dei lettini, ma lo stabilimento non aveva dato disponibilità, invitandolo a presentarsi presto per poter vedere le disponibilità residue. Ma le prime file del lido erano state tutte riservate agli ospiti o agli abbonati dell’hotel e quindi l’onorevole, è stato mandato nelle retrovie, lontano dalla battigia. 

La discussione per l’ombrellone e per il lettino si sarebbe però animata a tal punto che si è reso necessario l’intervento della polizia per placare gli animi e a cui, l’onorevole, avrebbe mostrato il proprio tesserino da deputato, «solo perché non avevo altri documenti». 

La versione di Pagano 

Secondo i proprietari dello stabilimento balneare la reazione dell’onorevole avrebbe «recato disturbo ai nostri ospiti che in quel momento facevano colazione», ma l’onorevole non ci sta e decide di rispondere e raccontare la sua versione con un lungo e minuzioso post su Facebook. 

«Già dall’ingresso delle auto, ci veniva riferito che probabilmente non c’era disponibilità di alcun ombrellone, ma che potevamo andare a chiedere; quindi, si è recata in cassa mia moglie dove c’era già un’altra persona che lamentava la tipologia di ombrelloni proposta – circa in ventesima fila – a cui era stato impedito di prenotare e pagarlo il giorno prima», spiega Pagano. 

«Le rimostranze – continua il deputato Pd – erano motivate unicamente alla luce delle indicazioni fornite il giorno prima dal personale dello stabilimento, che aveva suggerito ad entrambe le famiglie di recarsi ad orario di apertura lido per avere sicuramente la possibilità di trovare un ombrellone in posizione migliore». 

Il richiamo dei gestori del lido

Ma il deputato avrebbe comunque accettato il lettino lontano dalla battigia. E aggiunge: «Dopo circa un’ora, dopo aver regolarmente pagato il servizio e atteso inutilmente il direttore dello stabilimento, siamo stati accompagnati a sistemarci all’ombrellone in penultima fila della conca, informandoci solo allora, con fare sfidante, che avremmo dovuto parlare con la polizia che era stata chiamata dal lido, non si capisce bene per quale motivo, visto che in nessun momento della discussione sono stati alzati i toni». 

E infine, Ubaldo Pagano parla dell’intervento della polizia: «Sono stato chiamato mentre ero in riva al mare dopo aver fatto il bagno (probabilmente più di un’ora dopo la nostra sistemazione) e mi sono recato pazientemente in reception dove ho incontrato due agenti della polizia che hanno potuto rilevare la mia assoluta pacificità, pur nel disappunto per la presa in giro subita. Solo a quel punto fornendo le mie generalità agli agenti ho mostrato come documento il tesserino di parlamentare non avendo portato con me la carta di identità». 

E infine, il parlamentare racconta di come tutto questo sia stato fatto per far trascorrere la giornata della figlioletta con il suo amichetto. «Mi sono sempre comportato come ciascuno di voi senza mai abusare del ruolo istituzionale, anche in un momento di disagio come quello dove ritenevo di subire una presa in giro», ha chiosato infine il deputato Pagano. 

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