Nokia 9, cinque fotocamere e una domanda. Abbiamo ancora bisogno delle reflex?

in collaborazione con Nokia smartphones

Tre scattano in bianco e nero, due a colori. L’immagine finale viene costruita fondendo insieme tutte quelle registrate dai sensori

A cosa servono cinque fotocamere? Girato sul dorso, la parte superiore del Nokia 9 PureView ricorda un po’ un alvearle. Un esagono pieno di celle e di sensori, tutti inseriti dentro la scocca. Facile contarli. In tutto sono sette. Tolti il flash e un sensore infrarossi le altre sono fotocamere.

Il trend di inserire più di una fotocamera sugli smartphone è stato inaugurato da Huawei nel 2016 con il suo P9, che per la prima volta ha introdotto una doppia fotocamera posteriore. Una caratteristica che molti poi hanno seguito, compresa Apple.

Ora molti smartphone montano più di una fotocamera, anteriore o posteriore. Ma il Nokia PureView 9 scala tutta la classifica, con un totale di 6 fotocamere: cinque posteriori e una anteriore. La domanda è ovvia. Scelte di design a parte, ha davvero senso montare così tante lenti su uno Fpsmartphone?

Una sola fotocamera anteriore

Il Nokia 9 ha una solo fotocamera anteriore, appena sopra il display. Può contare su una risoluzione da 20 megapixel e un angolo di 84°. Accanto alla fotocamera non ci sono altri sensori.

In caso di scarsa luminosità, si può ricorrere al flash display lo schermo si illumina di bianco per riempire di luce il soggetto inquadrato. Il dato curioso è che, leggendo solo le specifiche, questa fotocamera è anche quella con la risoluzione più alta di tutto lo smartphone.

Cinque fotocamere che lavorano come fossero una

I primi da notare sono i due sensori che non fanno parte del gruppo delle fotocamere. C’è un flash e un infrarosso che funziona come un sensore a infrarossi. Si chiama Time of Flight Sensor e serve per aiutare le camere a calcolare luminosità e distanza del soggetto. Il falsh invece è a doppia temperatura: due led che forniscono una tonalità di luce fredda e una calda.

Tutte le altre celle sono occupate dalle cinque fotocamere, tutte realizzate con ottiche Zeiss. Tutte hanno una risoluzione da 12 megapixel e un apertura da f 1.8 ma lavorano su due differenti scale di colori.

Due sono a colori, tra in bianco e nero. Le camere scattano tutte e cinque insieme e le immagini vengono poi elaborate per creare una sola immagine. La tecnologia utilizzata è la stessa della Light L 16, una fotocamera con 16 obiettivi.

Le cinque camere di Nokia scattano da angolazioni e da posizioni differenti. Un meccanismo che può ricordare l’Hdr, quella modalità di scatto presente in molti smartphone in cui la stessa camera scatta più foto insieme dello stesso soggetto, per poi combinarle.

Uno dei difetti dell’Hdr è però che i soggetti in movimento possono generare il classifco effetto scia. Visto che le foto vengono scattate una dopo l’altra, anche se in un tempo molto ridotto, si può perdere la nitidezza di alcuni elementi dell’immagine.

Con il sistema utilizzato da Nokia invece questo effetto scia viene evitato. L’unico problema è il tempo di eleborazione. Vista la mole di dati da combinare insieme, ci vorrà qualche secondo prima di vedere la resa finale della vostra fotografia. Oltre a una definizione maggiore dei dettagli, quello che cambia qui è la luminosità delle immagini, più alta rispetto alla maggior parte delle fotocamere degli smartphone.

Una chip che lavora solo per elaborare i dati delle immagini

Le fotografie possono essere salvate in Jpeg o in Raw, un formato molto amato dai fotografi esperti perchè permette di intervenire sull’immagine con strumenti di fotoritocco. In Raw queste immagini possono arrivare a pesare anche 48 megapixel, un numero consistente di dati da elaborare. Per questo Nokia 9 monta il processore Asic, una componente staccata da Cpu e Gpu che si occupa solo dell’elaborazione dei dati.

Foto di copertina: Il Duomo di Milano ripreso con Nokia 9 PureView

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